giovedì 22 dicembre 2011

We wish you a merry Xmas


Allora ci siamo... ancora pochissimi giorni, e la centrifuga che è ormai diventato il traffico della città finalmente tacerà.

martedì 13 dicembre 2011

Sì,buongiorno


Sono Elena dell'Agenzia Investigativa Occhiolino, il vostro agente segreto all'interno della premiata azienda call center, l'unica attività che oggi pare funzionare, se guardo alle offerte e alle persone che conosco che ci lavorano o ci hanno lavorato - e ci lavoreranno, temo.
Universo parallelo,variamente popolato: lo studente di Economia e Commercio che guadagna i suoi primi soldini. Il sessantenne che fa lo splendido ma intanto arrotonda. L'ex dipendente RAI trombato dopo 32 anni che con voce calda e impostata propone buoni mensa e alla sera dà lezioni di dizione. La laureata in Sociologia che se la tira perchè ha studiato ma intanto sta qui con noi. 
La mamma single che sbarca il lunario. 
E io, che ringrazio l'universo per avermi fatto trovare questo contratto part time a progetto che scadrà a breve, tramite un'amica che ci ha lavorato per ben sei anni prima di entrare finalmente di ruolo a scuola come maestra d'asilo dopo una graduatoria partita soltanto nel 1986.

martedì 6 dicembre 2011

Saggezza popolare

"Pan e nus,mangé da spus
Nus e pan, mangé da can"  
proverbio piemontese

Traduzione:"Pane e noci, mangiare da sposi. Noci e pane,mangiare da cane"
Ovvero, questione di punti di vista.
Si attaglia perfettamente all' attuale situazione economica e da come la si percepisce....

sabato 26 novembre 2011

Mammaliturchi


Esattamente come negli States, anche qui da noi, in questo periodo dell'anno, il battito del cuore del corridore natalizio incomincia ad accelerare.

La città da tempo e' stata invasa da PallediNeve, StelleStelline, LanterneCinesi,Filastrocche e Planetari di lusso, cioè quella roba ormai stracotta che è Luci d'Artista,ovverossia le luminarie più o meno concettuali che ogni novembre,da almeno 10 anni, il Comune ci vende per nuove sotto le feste. Belle,eh? Mica dico il contrario.

Solo che a me, le feste di Natale hanno sempre messo un po' d'ansia. Finchè duravano al massimo tre settimane come quando ero piccola, tutto bene. L'atmosfera c'era, si stava a casa da scuola, spesso si andava in montagna ed era già tutto bianco. Fin dalla data ufficiale di inizio delle danze,l'8 Dicembre,i miei genitori avevano spesso un'aria inspiegabilmente sorniona e mi sembrava di sentire nell'aria un suono di campanelli. 

venerdì 11 novembre 2011

Viaggi e scoperte


Lunedì,ore 13,passeggiata col Gugo.

Mantella impermeabile per me, bozzolo protettivo trasparente per il passeggino, e via,verso nuovi orizzonti,che la mamma è a pezzi e ha bisogno di dormire un'oretta senza pensieri.

Il mercato sta sbaraccando al Balon: rumori,urla, odori penetranti,passaggi dei mezzi di pulizia. Il cielo, in una pausa misericordiosa, ha deciso che per un po' non si abbatterà al suolo tra scrosci di pioggia gelata. 

A scanso di equivoci, passiamo comunque per Galleria Umberto I: è coperta, così io spingo e chiacchiero, e immagino il 16mesenne sigillato là dentro. 
Come percepirà la mia voce: chiara o come dentro un acquario? 
Parole distinte o un impossibile rumore di fondo? Intanto, esperisco personalmente il concetto di barriera architettonica: fortunatamente gradini e simili sono tutti stati aggirati grazie ai molti scivoli dei marciapiedi; ma l'aspetto aulico della pavimentazione storica della città, a grossi blocchi di pavè, rende un po' meno aulico il sedile di un passeggino: potrei dare al Gugo un pentolino con del latte da tenere in grembo mentre girovaghiamo, così da avere uno strepitoso panetto di burro al rientro.
Lui, d'altra parte non sembra per niente infastidito dalla cosa e, tenendosi saldamente al suo orecchio sinistro, osserva il mondo da cinquanta centimetri di altezza.

E osserva, vede e sente tutto: arrivati in Piazza Castello ci accoglie una musica proveniente da uno degli schermi installati per le celebrazioni del Centocinquantenario, e il Gugo accompagna a modo suo con una canzoncina- più simile veramente a una sirena dell'autoambulanza-con la massima serenità di spirito e potenza di polmoni.
Su per via Po, osserviamo le vetrine: il blu pavone del vestito sul manichino proprio non gli piace; il passaggio sferragliante di un tram è invece portatore di un momento di profonda osservazione. 
Gugo si interessa a tutto, fa amicizia con tutti e il mondo è una cosa nuova,brillante, liscia.

Sono rasserenata e incuriosita nel constatare come qualunque adulto,uomo o donna,vecchio o giovane, di qualunque colore,provenienza e forma incroci con un sorriso tenero lo sguardo azzurro di questo bambino bellissimo sotto vetro: anche certe facce non proprio rassicuranti, sedute a bere sotto il portico di un bar in piazza della Repubblica, intente a parlare nel loro idioma rasposo, fanno ciao-ciao con gli occhi dolci alla manina sfarfallante.

D'altronde, sembrerebbe incredibile, sono stati anche loro bambini: in un altro mondo, un'altra galassia...

martedì 1 novembre 2011

Articolo1


L'Italia è una repubblica fondata sul lavoro.
Quindi, da almeno due mesi, a seguito della chiusura della bottega,armata di pazienza,umiltà e di curriculum ben sintetizzato a dovere – scrivere di vent'anni di esperienze rischierebbe di diventare noioso – frequento,tra gli altri mezzi di reperimento del lavoro fornite dal meraviglioso Paese del Sole, le agenzie interinali.
Soprattutto tramite web, ma anche andando a vedere con i miei occhi.

domenica 23 ottobre 2011

Ah là,nona!* aka Sfidare se stessi

*Espressione bergamasca di simpatico rimprovero verso un amico giovane che si sta comportando da vecchio.
 La "o" viene pronunciata molto stretta. In questo specifico contesto, però,ha significato letterale: "Sveglia,nonna"

Allora: nell'ambito delle relazioni personali sono sempre stata alquanto confusa.
Quindi, come sapete, per fare un po' d'ordine in tutto ciò mi sono iscritta ad una scuola di counseling, che prima di tutto insegna ad osservare e comprendere se stessi.
Ad oggi sto ottenendo l'ottimo risultato di cominciare a capire qualcosina-ina.

martedì 18 ottobre 2011

Il viaggio emotivo: Novalesa



60 km da casa,qualche curva dopo Susa. 
Dopo Giaglione, dopo Venaus, dopo i presidi fissi NoTav, una piccola valle laterale verdissima ai piedi della gigantesca massa del Moncenisio che, da qui sotto, sembra ancora più imponente. Scompaiono alla vista elettrodotti, autostrade,ferrovie,condotte forzate che feriscono pesantemente la Valle di Susa .
Lascio la macchina, faccio cinquecento metri a piedi, ma voglio concedermi,prima, una piccola deviazione nel sottobosco e tra i giovani lecci. 

Voglio salutare la cascatella che d'estate regala arcobaleni e d'inverno si ammutolisce ghiacciata. A sinistra, un grande prato,meli. 

Poi, due passi ed ecco un'abbazia benedettina antica,silenziosa, rassicurante,immota.
I monaci all'interno del complesso abbaziale sono invisibili, ma senti la loro presenza.

Silenzio. Fruscio di vento tra le foglie, o al più qualche voce d'animali che vivono nell'aia del piccolo agriturismo.
Yogurt fatto in casa, formaggio,torta di mele.

Se Dio esiste, sicuramente abita questo posto. 
E se non si chiama dio, in ogni caso l'energia pervade tutto. Mi sento a casa.



lunedì 17 ottobre 2011

Lo Zen e la raccolta delle olive

Andare alle Macchie mi fa,credo, lo stesso effetto di una massiccia assunzione di LSD.
Mi espande la coscienza, mi rende ipersensibile. L'effetto è che poi divento grafomane, perchè devo vuotare l'incredibile flusso di emozioni che registra il mio cervello, in una sorta di stream of consciousness, che devo necessariamente condividere con voi poveri malcapitati e pazienti lettori.

martedì 27 settembre 2011

Provocazioni

A volte piccoli gesti scatenano grandi reazioni.
Sul lunotto della mia macchinetta ho appiccicato un adesivo acquistato ad un festival veg. Recita “Ami gli animali? Allora non mangiarli!”. 

lunedì 19 settembre 2011

Let's swap

Prima di cominciare, vi chiedo scusa se non rispondo ai commenti ma per qualche motivo non riesco a scrivere nel box dedicato. Chi smanetta meglio di me (tutti, suppongo) sa darmi un'idea del perchè?



Detto ciò, voglio raccontarvi di un recente sabato sera divertentissimo. 
Grazie all'ospitalità di un'amica presso la sua casa, la sottoscritta e una dozzina di donne accompagnate magari da mariti e figli si sono letteralmente lanciate in una pazza operazione di scambio abiti. 
Tutte avevamo la nostra brava borsona colma di giacche,gonne, abiti, camicette,pantaloni belle e stilose – io ne ho approfittato per regalare un bel po' di tè, che è andato via,diZiamo, come il pane - alcune addirittura ancora con l'etichetta del negozio. 
Molte robe firmate, particolari, perlopiù usate pochissimo : unico neo, per quanto mi riguarda, tutte ste donne sono più piccoline di me ma soprattutto mooolto più magre. Ho fatto comunque anch'io ho fatto il mio bello scambio e in più ho ottenuto ciò che desideravo: ho dato in realtà molto più di quanto abbia preso, dal momento che la mia necessità è più di svuotare che di sostituire, soprattutto per quanto riguarda il guardaroba estivo.

La cosa più buffa, antropologicamente parlando, era la frenesia starnazzante da shopping che ci era presa un po' a tutte: chi si provava contemporaneamente due vestiti e un pantalone, chi sbuffava nelle taglie più piccole e chi decideva che no, quella minigonna era improponibile per sopraggiunti limiti di età - ma rimaneva comunque tanto, ma tanto carina. 

Deduco,da questo fatto, che per noi femminucce – o meglio, per alcune di noi - non è tanto lo spendere, ma la possibilità di avere robe nuove; nuove relativamente parlando, ma pur sempre sconosciute e mai indossate prima. 
L'amica Tiziana ha scelto un bellissimo abito rosso a pois bianchi tanto anni '50, che portava anche il sabato sera successivo : ”L'ho tolto,eh? durante la settimana” si è sentita di puntualizzare, anche se, secondo me, avesse potuto l'avrebbe indossato per un mese di fila tanto era il suo piacere nello sfoggiare.
Anche le bambine sono state coinvolte nella frenesia generale, e comunque ce n'era anche per loro tra magliettine, gonnelle svolazzanti, bermuda colorati.
I maschietti sotto gli otto anni camminanti, invece, si sono accontentati di sfrecciare in mezzo a noi con intento allegramente disturbante: tutti gli altri esponenti del sesso forte più i gattonatori e i poppanti, hanno continuato ad ingozzarsi di tutte le varie pietanzine veg portate un po' da tutti. Pare che qualcuno abbia persino girato un video: se è vero, ve lo posto.

Ma quanto sono belle queste iniziative? A me fa piacere perchè stanno incominciando a diffondersi anche tra persone che non sono poi così decrescenti – come in questa occasione, quanto meno non per scelta dichiarata - ma che incominciano a orientare il loro pensiero su situazioni più rispettose, più sane, e soprattutto coinvolgendo i bambini : ottimo sistema per apprendere che la sobrietà non è da sfigati...

martedì 30 agosto 2011

E io non pago


L'altro bell'aspetto delle Macchie, quello pratico,è affascinante e fondamentale.
L'assunto di partenza è l'autosostentamento: qui si compra pochissimo grazie ai due orti in permacultura che forniscono tantissima
verdura strepitosa -zucchine, zucche, zucche hokkaido, cipolle, melanzane, pomodori,fagiolini, mais, cavolo nero, cavolo cappuccio ma anche tante aromatiche utili in cucina come basilico, prezzemolo, menta, origano, maggiorana, melissa,rosmarino.

mercoledì 24 agosto 2011

Frattura spaziotemporale

Happiness is real only when shared
La felicità è reale solo quand'è condivisa
 Chris McCandless


Beh, spero di non avervi fatto intuire esperimenti strani di “allargamento di coscienza “ tramite robe psicotrope...Niente del genere, però ho vissuto un'esperienza profonda dentro me stessa grazie all'azione del tutto inconsapevole delle meravigliose persone che ho incontrato.

domenica 21 agosto 2011

Esperienza sciamanica

Eccomi rientrata dalla vacanza più particolare che abbia mai fatto.
Questo resoconto dell'esperienza da wwoofer rischia di diventare un reportage di lunghezza ben superiore alla capacità di un post. Ho pensato quindi di creare una serie di cosiddetti spin off, per mezzo dei quali provare a raccontarvi alcuni degli aspetti principali di questa esperienza davvero curiosa.

Primo impatto

Da subito, il viaggio inizia sotto l'egida degli incontri. Come vi avevo detto, quest'estate ho viaggiato sempre in treno, per limitare il mio impatto sull'ambiente, ma anche dell'ambiente su di me, nel senso che ero arrivata 
al punto di vedere le auto come dei cagnacci inferociti lanciati al mio inseguimento. 

lunedì 1 agosto 2011

Attenzione, sono sociopatica

Dopo tantissimi mesi di assenza dal frequentare la GDO, stamane sono passata dal Carrefour per comprare un po' di quella che io chiamo l"acqua finta", la gelatina che serve a tenere umide le piante mentre si è via per le vacanze. Che flash! Mi sono resa conto con gioia che anche di ipermercato si può guarire. Intanto, non riuscivo a sopportare la sensazione di claustrofobia data dalla mostruosa quantità di merce. Clienti ringhiosi, cassiere altrettanto. Trascinando il mio mini carrello, mi sembrava che migliaia di sirene con i denti aguzzi,sbucando dagli scaffali, mi cantassero la loro fatale canzone: compra questo, è dolce...o quest'altro, è già pronto... che ne dici di questo? E'sfizioso...  Ho dovuto fare uno sforzo di volontà per non soffermarmi e acquistare qualcosa di cui, sicuramente, mi sarei resa conto di non avere bisogno solo arrivata a casa. 
Comprendo pienamente il motivo per il quale coloro che arrivano da paesi del cosiddetto Terzo Mondo si fanno infinocchiare in  meno di  un nanosecondo dalle lusinghe del consumismo. 
A me, però, ha fatto davvero una brutta impressione, o forse in questi quindici giorni ho letto un po'troppe avventure di Harry Potter.
Per non parlare dei prezzi!! Si dice tanto del biologico caro, ma per la verità, se si impara a stare attenti e a fare le scelte giuste, oltre ad evitarti di riempirti di schifezze,davvero non costa più del convenzionale.
Un tubetto piccolo della famosa acqua finta, per dire, costa tre euro e mezzo e basta per un vaso da 15 cm di diametro; ho deciso quindi che domani mi tapperò il naso e comprerò due bottiglie grandi d'acqua per utilizzarle rovesciate nei  vasi più grandi. 
Già, mi sto preparando, perchè tra qualche giorno parto per la mia Grande EcoVacanza: 15 giorni nelle colline della Toscana come wwoofer, senza tv,giornali e ovviamente senza pc. Solo natura, persone, animali, incontri ed esperienze.


Vi racconterò...e buona estate!



mercoledì 27 luglio 2011

Paradiso all'improvviso

Non è stata proprio una settimana, ma ha avuto comunque i suoi grandi perchè. Sarà banale, ma lo adoro.
Prendere un po' di sole al mattino alle otto e mezza sul balcone, con una vista a dir poco rasserenante, disturbata solo dalle poche auto che passano sulla piccola strada alle spalle, dal latrare dei cani dei vicini, dal chicchirichi' del gallo e un meraviglioso vicino che mette su del jazz.
Attimi di meditazione spontanea, respirare a fondo aria pulita, i raggi di un sole discontinuo ma deciso in faccia. 
Riempirsi gli occhi di tutte le gradazioni del verde e del blu, pulire il cervello con lo scintillio dell'acqua trasparente di un torrente incerto. 
Gabbiani che urlano e volano bassi sopra la testa. 
Gatti che dormono all'ombra di un albero.
Mistral gentile che scompiglia il tutto.

Sono scesa pochissimo in mezzo al mondo, e non mi è mancato per nulla, anzi, mi ha messo l'angoscia. Unica eccezione, una giornata oltrefrontiera ad abbracciare la mia splendida e sgarrupata Nizza, ed un passaggio catartico dal Principato. Non c'ero mai stata: mi veniva da ridere. Lusso così ridicolmente sfrenato da avere la sensazione di essere entrata nel telefilm sbagliato. Taxi rigorosamente Mercedes nere, con autisti in completo in tinta. Miliardi di turisti gongolanti. Un gelato quattro euro e mezzo, una Schweppes sei, in entrambi casi al banco,che ovviamente non ho consumato. 
Donne residenti in tailleur, uomini in camicia di lino e scarpe griffate.

E'ufficiale, non fa per me, e non solo perchè non me lo posso permettere: sarà un caso che appena sono tornata a casa in città sono stata sopraffatta da un raffreddore allergico spropositato?

venerdì 15 luglio 2011

Una settimana troglodita

Uuuh che bello!!! Finalmente è arrivato il momento di cominciare a fare la mia santa valigetta. 
Come sapete da un post precedente, è l'ora della settimana nella casetta tra gli ulivi, con speranza che il tempo sia meno monsonico che qui in città - quest'anno mi sembra di vivere al tropico: caldo umido terrificante con gentile aggiunta di tre o quattro temporali giornalieri con pioggia scrosciante, così, giusto per aggiungere un po' di afa .
In queste occasioni, non mi porto il pc e spesso spengo anche il telefono. 

lunedì 11 luglio 2011

Amici per sempre

Sto frequentando una scuola di Counseling, e l'ultimo modulo dell'anno ha avuto luogo nel giardino della scuola. 
Questa si trova a ridosso della collina che circonda la città, che è una zona molto carina, rétro, e abbastanza poco metropolitana.
La lezione non era particolarmente coinvolgente, e così mi sono trovata ad osservare il posto nel quale mi trovavo: un vero avamposto del bosco, con grandi alberi, arbusti e piante del tutto spontanee e non militarizzate dalla mano dell'uomo. Il sole del tardo pomeriggio colorava i tronchi prima d'oro 
poi di rosso acceso, in un innocuo e meraviglioso incendio, mentre mille crepitii, tonfi, richiami musicavano la serata. Tantissimi scoiattoli correvano sui rami, distraendomi del tutto. Canti di uccelli probabilmente banali, ma per me davvero esotici, risuonavano da un estremo all'altro della piccola foresta.
E poi, protagonisti assoluti, i tre mici di casa. La Nera, cicciotta e matronale; il Grigio, pelosissimo e attento; il Rosso, un piccolo, vivacissimo Garfield. Sono gatti di casa, quindi abituati alle coccole, alla pappa sicura e ad un comodo riparo notturno, ma allo stesso tempo si trasformano in piccole fiere in quella location di libertà: non sentivo una parola mentre mi perdevo a guardare il Rosso intento a scalare, con aria un po' folle, un grosso albero; il Grigio fare la posta a qualcosa che vedeva solo lui; La Nera, osservare sorniona i movimenti dei due giovanotti.

giovedì 23 giugno 2011

Mare profumo di mare

So che dovrei scrivere qualcosa di interessante, di intrigante,anche un po' impegnato e che mi faccia riflettere. Ma non ci riesco. 
Con l'avanzare della stagione estiva, normalmente il mio cervello va in 
black-out e anche quest'anno non fa eccezione.
Continuo a pensare ai prossimi giorni, quando salirò su un bel trenino e 
me ne andrò un po' al mare, in una piccola casetta in mezzo agli ulivi. 
Mare vicino, niente di particolare, ma tranquillizzante, familiare. 

Quest'anno, anche per la vacanza EcoAgricola che farò in Agosto, ho deciso di viaggiare esclusivamente in treno: un po' perchè l'idea di mettermi in macchina in mezzo a duecentomillemilioni di altre auto mi fa venire una istantanea crisi di claustrofobia; un po' perchè voglio godermi il viaggio,guardare fuori dal finestrino, leggere un libro, appisolarmi un po', magari fare due chiacchiere.

mercoledì 15 giugno 2011

Yaourt et myrtilles

Odio ammetterlo, ma i francesi sono, in alcuni campi, molto più svegli di noi.

Partiamo dal presupposto che io adoro il loro paese: tanto spazio,tanta natura, molto rispetto per ciò che hanno, grande praticità in tutto. 
Poi, è vero, un po' “se la tirano”, sono sciovinisti, anche un pochino pesanti. Noi, d'altro canto, siamo più verbosi, amiamo più la filosofia, stiamo a spaccare il capello in quattro mentre loro, intanto, fanno. Dritti al punto. 
Nel bene e nel male. Si lavora troppo? 35 ore. E giù scioperi (ma tosti, uniti, mica come da noi, con le mille sigle tutte una contro l'altra). 
Il paese invecchia? E allora incentiviamo le nascite con aiuti alle mamme, micro-nidi, assegni familiari, congedi per i papà. 
Poi, certo, pure loro c'hanno i loro crucci: 59 centrali nucleari permetteranno pure di utilizzare massicciamente l'eletttricità per il riscaldamento e di avere i piani di cottura in vetroceramica in moltissime famiglie, ma in caso d'incidente potrebbero pure diventare superflui: per cuocere, ai gallici eroi, sarà sufficiente mettere il cibo sul balcone e alla cucina ci penseranno le radiazioni...

Vabbè, non volevo farvi un pistolotto sui pregi d'Oltralpe: i difetti ce li hanno pure loro.
Era solo per introdurvi una ricettina veloce e buonissima, particolare per i nostri standard e, appunto, pratica. L'ho sperimentata in cucina nei giorni scorsi, traendola da un libretto che ho acquistato durante uno dei miei peregrinamenti in terra Gallica e che si accompagna perfettamente
allo spirito di questo blog : "Petit budget, mais fin gourmets.." (Larousse 2009)

Come dire: saremo pure dei barboni, ma ci piace mangiar bene... Et voilà!

Myrtilles et biscuit au citron

Per 6 persone, preparazione e cottura 40min

1 mela abbastanza grande
250 g di mirtilli (o lamponi, o more, o tutti insieme, vanno bene anche surgelati)
50 g di zucchero di canna
250g di mascarpone (io non l'ho messo)

Per il biscuit:
85g di burro (io ho usato margarina di soia)
225g di farina autolievitante
50g di zucchero di canna
la buccia grattugiata di un limone (bio)
150g di yogurt bianco (io l'ho messo magro)

Pelate la mela, togliete il centro e tagliatela a fettine sottili. Disponetele sul fondo di una pirofila. Versateci sopra i mirtilli, insaporite con lo zucchero di canna e mescolate leggermente. Ricoprite con il mascarpone.
Riscaldate il forno a 220°.
Preparate il biscotto: tagliate il burro a piccoli pezzi, poi mescolatelo con le mani alla farina, o passatelo al mixer affinchè si formino dei grossi grumi.
Aggiungete lo zucchero di canna e la buccia grattugiata del limone. Fate un buco al centro di questa preparazione e versateci lo yogurt. Mescolate o passate al mixer finchè lo yogurt non sarà ben incorporato, senza che la pasta sia troppo liscia.
Spalmate questo composto sopra lo strato di mascarpone che ricopre i mirtilli.
Mettete in forno per 20 minuti,fino a quando la crosta biscottata sia ben dorata e bella gonfia. Servite tiepido.

Bon appétit!


martedì 14 giugno 2011

Grazie, grazie, ancora grazie!!!

A tutti, davvero. Perchè  insieme abbiamo reso possibile il quorum e dimostrato che un cervello, da qualche parte, l'abbiamo, e soprattutto abbiamo un cuore sotto al portafoglio (tiè).
Ora viene il difficile: dopo la grammatica, la pratica....

martedì 7 giugno 2011

Nostalgia canaglia

Complice l'orrendo tempo atmosferico,ho passato il ponte del 2 Giugno a baloccarmi con molteplici pensieri: oggi vi espongo il primo. 
Forse ispirato dalle piogge scroscianti e sicuramente dalla pubblicità di una nota bevanda estiva, è stato quello della nostalgia di certe estati di...un po' di anni fa.. Che belle quelle vacanze con gli amici, quando, sulle note dei Cure e dei Depeche Mode, ce ne andavamo, a bordo di una Fiat Ritmo già vecchiotta ai tempi -si parla della seconda metà degli anni Ottanta – in una Spagna pre-boom e successivo sboom, cioè quando ancora costava pochino per default e potevamo scappare senza pagare dai bar dove ci servivano orrendi cappuccini con brioches di gommapiuma per turisti probabilmente scemi. O quando ci fermavamo sul lungomare a bere tequila boom boom fino a perdere quasi le facoltà di base o quando ci addormentavamo,abbronzandoci (!!) sulle spiagge inglesi dopo una notte semi-brava,o ancora, pigiati all'inverosimile in una Punto carica di tutte le vettovaglie per il campeggio di 20 giorni di quattro persone, riuscivamo pure a farci stare gli sci per scendere dalle sabbie della duna di Pyla.
La Dune du Pyla, Bassin d'Arcachon
Uffa, mi sento inquieta in questi giorni: vorrei tanto rifare un po' di quelle cose lì, ma con il doppio degli anni, mannaggia, non ce la farei fisicamente, perchè mentalmente...
(Per inciso:neanche più economicamente. Da questo mi rendo conto di quanto il denaro abbia perso potere d'acquisto. A venticinque anni era normale andare a passare il finesettimana in montagna a sciare,con pizza serale, birra quasi a volontà e ovviamente disco. Adesso, per fare lo stesso, te la cavi se va bene con 150 Euro, cioè 300mila lire di allora. Ma quando mai???)

venerdì 27 maggio 2011

Anch'io Carbon Free

La scorsa domenica sono andata a fare una passeggiata nel parco del Castello di Racconigi.
Adoro quel posto. Mi piace immaginare dame e damine, fantesche, piccoli principini,cani, cavalli e carrozze nel meraviglioso verde del giardino, attorno al Lago Grande, nell'Orangerie in mezzo agli agrumi.
Ma soprattutto amo gli alberi. 
Ho abbracciato un castagno di trecento anni, mi sono ribaltata nel tentativo di guardare un gigante alto come un palazzo di otto piani. 
Ho tampinato un picchio, osservato gli scoiattoli fare su e giù come piccoli lavoratori impegnati.
Gli alberi ci fanno ombra quando fa caldo, ci riparano sotto la pioggia (meglio se non c'è temporale), profumano e puliscono la nostra aria, rallegrano i nostri occhi impolverati. Sono i testimoni delle stagioni, ci rammentano la circolarità della vita. Noi, cordialmente, li abbattiamo, li cementiamo, li seppelliamo di rifiuti, ma loro niente, continuano con la loro presenza gentile e forte a ricordarci che la Natura è la nostra casa.
Quindi, ho pensato che un piccolo gesto come piantare un albero per bilanciare il mio consumo, potesse essere una minuscola ricompensa per tutto ciò che ricevo da loro: pace, vita e saggezza.
Se avete un blog anche voi, piantiamo insieme una foresta! 
E' facile - se ce l'ho fatta io.. - e grazie a quelli di Doveconviene
in collaborazione con Iplantatree potete farlo anche subito. E'bellissimo!!

martedì 24 maggio 2011

Le avventure di una piccola ortolana

Sono andata in un mega vivaio, quelli famosi che sicuramente conoscete, fatti a forma di supermercato carino,ben confezionato, con migliaia di piante, da interno, da esterno, da mezzo esterno eccetera. Poi ci sono seimila vasi di tutte le forme, il cibo figo per gli animali (e neanche una marca biologica), gli animaletti che non vedono l’ora di  essere tenuti in gabbia, tipo uccelli, conigli,ermellini, furetti, pesci e topi. Libri sul fai da te,arredi per giardini da sceicchi, ogni sorta di diserbante e trecentomila tipi di concimi. 
Dato che in sto po’po’ di roba io mi confondo, acchiappo un addetto e,con la mia piantina di lattuga Lollobrigida in mano, gli chiedo dove posso trovare il compost. Quello fa una faccia un po’ così, pur non essendo a Genova, si gratta la testa e mi dice che il compost  loro non ce l’hanno. Magari posso guardare nel corridoio dei concimi, lì ci sono le scatole coi lupini tritati (?!!? Sono troppo ignorante), oppure il cornunghia, o anche il guano del Perù – o era dell’Ecuador?  Ringrazio, e altrettanto spiazzata, vado a vedere se ‘ste robe possono servirmi: ma nella mia piccola testolina, grazie anche al corso di Orto sul Balcone, si era formata l’idea di non avere bisogno di concime, ma di ammendante, cioè di residui biologici che aumentino la capacità nutritiva dei nostri sfigatissimi terricci universali; insomma  sana cacca di cavallo insieme a foglie morte, legnetti marci,  magari qualche lombrico secco, una mistura da Strega Nocciola.
Leggo le indicazioni sulle scatole e in effetti di concimi si tratta; quindi pesco un’altra signorina, alla quale faccio la stessa domanda, aggiungendo che all’Amiat il compost me lo tirano dietro a 1 Euro alla tonnellata, (anziché ai 7,50 Euro del mezzo chilo di chittemmuort, ma una tonnellata per la mia Lollo e quattro aromatiche forse è un po’ troppo. Ah già,ci sono anche due piantine di fragole). Questa ragazza deve essere stata assunta da poco, perché con una trasparenza assoluta mi dice “eh sì, ma sa, gli hobbisti di solito non comprano il compost”, dandomi  involontariamente ragione su una serie di robe che mi stavano frullando per la testa  e commettendo il  Fatal Error di non farmi comprare più nulla. Speriamo che la Direzione non abbia messo delle telecamere in giro, perché altrimenti vedo la  valutazione di questa figliola impennarsi verso  il segno negativo: nessun CapoSettore ti perdonerà mai di avere più o meno autocassato una vendita.

Morale: è mai possibile che una scemenza come il compost sia introvabile nei maggiori negozi di brico e giardinaggio di una grande città? E,per passare
a un livello superiore, è mai possibile che grazie a  un (falsamente) innocuo corso di orticoltura una persona si renda conto, tramite associazione di idee, 
di quanto le sue scelte siano letteralmente canalizzate e obbligate? 
Che una volta di più si palesi quanto le Major si nutrano di ignoranza, a prescindere dall’argomento? 
Lo sapevo già, ho fatto milioni di corsi di comunicazione, mi hanno insegnato a manipolare scientificamente la gente tramite la costruzione delle frasi fatte in un modo anziché in un altro, a portare il cliente a scegliere questo e non quello come se lo si avesse al guinzaglio.
Ma porca paletta, mi viene il nervoso quando una volta di più, anche in settori apparentemente al di fuori da queste logiche,trovo la malafede delle grandi aziende, l’utilizzo delle motivazioni genuine per strumentalizzarle in consumo, l’indottrinamento dei lavoratori addetti, l’infinocchiamento  seriale del consumatore ormai  praticamente lobotomizzato.
Ci vorrebbe un libro per parlare di tutto quello che ne viene fuori: da un po’ di cacca alla Fenomenologia della Grande Distribuzione Organizzata…

mercoledì 18 maggio 2011

21 anni

Hmmm... Vediamo. Seconda metà degli anni Ottanta.
Di sicuro non esistevano cellulari, il pc era ancora una sigla di partito. 
Al governo c'era Bettino Craxi. Usavano le giacche con le spallone, i Duran Duran imperversavano, io ero in pieno periodo gothic (durato molti anni). 
Alla sera andavamo al massimo al pub o in una certa discoteca, una delle poche esistenti in città - non troppo a lungo però; i miei genitori mi permettevano due uscite settimanali con rientro all'una e trenta, orario spillato a prezzo di contestazioni epocali. 
In Cina incominciavano  i primi movimenti studenteschi. Usciva "The Joshua Tree", uno dei dischi - perchè era un vinile a 33 giri- a causa del quale mia madre temeva, drammaticamente, di perdere l'udito, e mi urlava "Abbassaaaaaa". E dire che aveva pochi anni più di me oggi...
Beautiful era all'inizio, non esisteva la tv satellitare. 
Un altro pianeta, insomma. Altra consapevolezza; il mondo era molto più grande senza i voli low cost, senza internet o i social networks; d'estate ci mandavamo le cartoline dai posti dove andavamo in vacanza e il massimo dell'estero era Londra.
Senza dubbio, noi ventunenni di allora avevamo un'altra idea della vita. 
Non eravamo certo così consapevoli e profondi come questo qui, che mi ha lasciata basita e felice di vedere che esistono anche ragazzi come questo -grazie a Minimo di avermelo fatto conoscere.
Ma di sicuro qualche piccola sicurezza in più l'avevamo; sicurezze davvero mal riposte,vista com'è andata a finire, ma che almeno ci facevano pensare che la nostra vita sarebbe stata come quella dei nostri genitori, cioè facile.
Erano bambini quando è finita la Guerra, e con l'incoscienza dei piccoli l'hanno vissuta con la giusta leggerezza.Sono stati il Dopoguerra e il boom economico a formarli: e incredibilmente ancora oggi, il loro punto di vista è ancora quello. Non realizzano veramente che è tutto cambiato, che il Lavoro come lo conoscevano loro non esiste più, la Famiglia è qualcosa di liquido, i Soldi non risolvono tutto (per essere sincera, molti dei miei amici di allora la pensano ancora così - beatamente impregnati di Santo Consumismo).
Quando parlo con mio padre, che pure è una persona colta e sensibile, realizzo che la sua generazione non coglie dati di fatto come quelli per cui, per fare il primo esempio che mi viene in mente, il petrolio è praticamente finito.
Mi rendo conto che per lui lo Sviluppo continuerà per sempre, che non c'è un altro modo di vivere se non quello che lui conosce. 
Questo mi disturba, perchè ho bisogno di praticità,di esperienza; ma quella che ha fatto lui so che non mi servirà, nel futuro. 
Mi manca tanto la mia nonna...ma lei non c'è più dall'anno di Tien AnMen: io avevo già più di 21 anni.

martedì 17 maggio 2011

Profondo Ovest

L'altra settimana ho cominciato un piccolo corso di 15 ore per imparare a coltivare un orto sul balcone.
Messico al mattino presto. Il sole
ancora non è arrivato....
Il mio balcone, che è stretto ma alquanto lungo, si estende ad angolo per circa 15 metri, in due rami che io chiamo rispettivamente “Messico” e “Irlanda”: facile capire perchè, da una parte è esposto a sud ovest e dall'altra a sud est (credo). In Messico ci sono le aromatiche mediterranee:origano, rosmarino, basilico, alloro, peperoncino,una Grossa pianta di lavanda,un Piccolo albero di olivo,un cactus Gigantesco bislungo e allusivo e infine,aperta alle blande correnti cittadine, una clematide che cresce,,cresce, cresce ma, per il momento,non mette fiori.
 In Irlanda, invece, ci sono tante edere, ricadenti e rampicanti,una minipianta di ortensia con minifiore in preparazione, un ciclamino residuo, una melissa gigantesca e felicemente infestante,due pianticelle di fragole dall'aria soddisfatta e una cineraria sopravvissuta all'inverno, che mi sta regalando dei fiorelli piccoli ma teneramente non “forzati”in serra come quando mi venne regalata.
La Melissa,alla stessa ora, in Irlanda
In “Messico”, naturalmente,d'estate fa un caldo porco. In “Irlanda”, d'inverno il pavimento gela. 
Ma nelle stagioni opposte, è una goduria vedere le piante crescere e tutto sommato, grazie spero anche alle mie mille attenzioni, campare di vita non gramissima. In Irlanda, d'estate piazzo un tappetino e una sdraio di quelle di una volta, con la seduta in tela – non sono più riuscita a trovarne con la stoffa a righe, a meno di non spendere spropositi nei mercatini vintage – dove io e i due pelosi ci accomodiamo alla sera. Dalle mie parti, la notte estiva arriva tardi, tardissimo: in giugno, nelle belle giornate, la luce non va definitivamente a nanna fin oltre le 22. Peccato solo che, essendo un balcone di città quasi in centro, il silenzio ci sia solo la domenica o tra le 3,30 e le 5 del mattino. Poi ripartono i mezzi pubblici, la gente inizia ad andare al lavoro, gli automobilisti a strombazzare, e da lì in avanti il delirio regna sovrano.
Per tornare al mio prossimo orto, durante la lezione abbiamo genericamente parlato di permacultura e fatto delle palline di semi (da buttarsi in “campo aperto”: ma dove? In una rotonda? Ai giardinetti tra cani e piccioni? Boh, adesso ci penso), ma dalla prossima settimana, come compito, dobbiamo portare lo schizzo del nostro balcone. Aspetto con trepidazione il momento in cui scoprirò ufficialmente di non potere mettere cassoni di terra da un metro per un metro – lo so che non ci stanno, ma voglio sentirmelo dire da un esperto – e che con questi climi "misti", al massimo posso ambire alle aromatiche, che ho già...Secondo voi, i gatti mangiano la lattuga? 
Se Francine mangia il kiwi, temo che...

martedì 3 maggio 2011

Raptus


Forse ispirata dalla primavera e dalle classiche pulizie, o dagli spunti di minimo, comunque in questi giorni in casa c'è aria di decluttering, di ramazzamento porcherie, di eliminazione-fisica-di-dinosauri-negli-armadi.
E' una di quelle cose che ho sempre fatto con estremo piacere, anche in tempi non sospetti.
Per fortuna, non mi affeziono tantissimo alle cose, o meglio, non proprio a tutte. Quindi, almeno una volta all'anno, l'armadio è vittima di una discreta dieta dimagrante, e soprattutto il cassetto delle magliette estive ,che con scarpe e borse sono un po' la mia malattia.

mercoledì 13 aprile 2011

Tremate, tremate...

Bellissima e curiosa giornata,quella che ho passato domenica scorsa in compagnia della mia amica, del suo compagno e del loro piccolo di otto mesi.

Siamo partiti al mattino per recarci in un piccolo paese di campagna a una quarantina di chilometri dalla città, per assistere, B. ed io, ad un congresso di antropologia sulla presenza delle streghe nelle Alpi Occidentali. D.e il miniG. ci avrebbero aspettate fuori, per riunirci alla fine delle due sessioni del mattino e del pomeriggio.

E' stata una esperienza interessante su più livelli: intanto, la sala del congresso era decisamente affollata,considerando il luogo e il tema.
Mi aspettavo di vedere serpentesse e fattucchiere in tenuta d'ordinanza, e invece,
-con mio sommo piacere,devo dire- l'uditorio era composto da molte donne di diverse età, ceto e provenienza, del tutto “normali”, se mi passate l'espressione, a sottolineare il fatto che per essere curiose non è necessario avere un aspetto curioso.
In sala erano presenti anche molti ometti, alcuni anche decisamente anziani e ferratissimi in materia.
I relatori hanno spiegato per sommi capi una serie di aspetti inerenti all'antropologia, alla medicina, alla fitoterapia, alla storia, alla psicologia:
in effetti ci sarebbero voluti molti giorni per esplorare in profondità un argomento tanto vasto e multidisciplinare, ma è stato comunque un ulteriore squarcio su un aspetto molto interessante della nostra vita passata e presente.

mercoledì 6 aprile 2011

Pancetta mia cara

A quelli che mi raccontano di essere passati al vegetarianesimo come se
niente fosse, in totale souplesse, va tutto il mio profondo rispetto.
Ho preso la decisione di non mangiare più carne dopo essermi documentata, avere letto libri, visitato siti, guardato con attenzione etichette sugli alimentari.
Come sapete, sono altamente sensibile al discorso antispecista ed ecologista, quindi, così come non mi mangio Francine e Mozart che considero i miei amici e coinquilini più pelosi, è corretto che non mangi altri animali, di ogni forma,dimensione, colore e gusto.
D'altronde, ormai ci sono tantissimi libri di ricette e di alimentazione veg che mi permettono di variare senza entrare in overdose da carote e insalate.

Il percorso,d'altra parte, non è così facile
, se aggiungiamo ai vari scogli che incontro, anche la mia anziana mammotta, la quale, quando sono a cena da lei, mi sottopone senza sosta fantastiche milanesi, fragranti spiedini e strepitose polpette: al mio rifiuto, si preoccupa per la mia salute e non comprende.

Davvero, per lei è complicato. Allora ritenta con la pasta col tonno.

Il mio Ex Marito, grande ed entusiasta graticolatore, è rimasto basito dalla mia scelta. In realtà, poteva aspettarselo: io sono la stessa persona che quindici anni fa liberò in giardino due chili di lumache destinate, secondo lui, all'aglio e al prezzemolo.
Ricordo ancora con discreto divertimento le sue colorite rimostranze mentre trasportavo verso la libertà, con passo garibaldino, le malcapitate, opportunamente stipate su un tagliere di legno.
Io, mai avrei potuto coscientemente mettere in pentola vive le bestiole, ed aspettare, tra urla e gemiti (perchè lo fanno, piangono) di vederle pronte per il “bagnet vert”.
Sarà per quello che successe all'erba del prato che...?
Vabbè, ormai è inutile rivangare il passato :-)

Però, per onor di verità, devo dire che, mentre prosciutti, spezzatini, cotolette e altre amenità non mi mancano, piango di nostalgia per Santa Pancetta della Carbonara...
A nulla sono valsi i reiterati tentativi di sostituirla col seitan: alla piastra, affumicato, nature...nulla, non ce n'è. Non si può, non è semplicemente possibile cambiare quel meraviglioso e succulento gusto, leggermente salato, sempre soddisfacente.
Ma come avete fatto,o voi Vegetariani Assoluti, a non lasciare un pezzo del vostro tenero cuore e alcune papille legate indissolubilmente a tale ricordo?

Io, con le lacrime agli occhi e le famose papille in rivolta,ho deciso: a mali estremi, estremi rimedi; lontana dal frigo, lontana dal cuore (spero); e mentre organizzo itinerari complessi per non passare dal banco frigo dei salumi al supermercato, cerco di dimenticare....


 

mercoledì 30 marzo 2011

Al contadino non far sapere....

Domenica di sole e una bellissima piazzetta di centro città.
Gironzolo tra le bancarelle del Farmer's Market e mentre ci sono, ne approfitto per fare un po' di spesa. Mi piace questa cosa del comprare dai contadini, della filiera corta, del nuovo sviluppo dell'agricoltura.
Non mi importa spendere qualcosa in più, se so che il cibo è in qualche maniera migliore, che non ha fatto tre volte il giro del mondo prima di arrivare nel mio frigo.
Prima tappa: la mia venditrice preferita di formaggio di capra. Purtroppo non ha la ricotta, le sue caprette non hanno abbastanza latte in questo periodo dell'anno, però una bella toma stagionata me la porto via volentieri.
Mi piace questa bella signora decisa, un pochino ruvida, con le mani segnate dal lavoro e un prodotto ottimo.
Poi passo dal panettiere: una bella for ma di pane
ai cinque cereali cotta in forno a legna, sul fondo c'è ancora la traccia saporita della cenere. 
Mi perdo a guardare le piante officinali, le prime clematidi,le viole; due chiacchiere sul tempo col produttore di olio del ponente ligure e un vasetto di pesto.
Manca la verdura: proprio lì c'è il grosso banco di una azienda agricola alle porte della città. Insalata, taccole, pere madernasse, mele ruggine, zucchine...zucchine? Mah,penso, qualcosa deve per forza comprare ai mercati generali, con un banco di 7/8 metri dovrà pure farlo...
Ah sì, le uova. “Sono bio queste uova?” Si picca un po': “Ah guardi, il bio non esiste...dovrei controllare pure l'acqua...” Beh, penso, se devo a mettermi a fare una discussione sul bio di domenica col contadino dell'azienda agricola..Vabbè, e insisto “Voglio dire, le galline sono le vostre? Avete uno spazio per loro?” “Guardi neh, queste mangiano solo pane secco, gli scarti delle nostre verdure, cose così” “Bene, allora me ne dia sei”.
Metto in borsa e me ne vado un po' così, con un punto interrogativo portato dall'affermazione che, se per un contadino che partecipa ad una manifestazione del genere il bio non esiste, stiamo comunque un po' lontani dall'eccellenza.
Ma non importa, è domenica, c'è il sole, gli uccellini fanno cip cip e io ho il mio bel pane profumato.
A casa, sistemo bene i miei acquisti in frigo e in dispensa.
Scarto le uova e controllo il timbro: “3IT......”. Bene. Uova di galline allevate in una gabbia della dimensione di mezzo foglio A4.
L'impulso è di tirarle in testa al gentile e truffaldino signore del mercato. Non ci sto a farmi prendere per i fondelli, soprattutto su un discorso in cui davvero credo e che mi sta a cuore.
Ma il cibo non si spreca: quella povera gallina ci ha letteralmente lasciato le penne per farmi avere queste uova, e soprattutto io devo stare più attenta a non passare più per “bio-sciura”.
E mi dico che mi sta proprio bene, a far la bucolica a prescindere: consapevolezza, prima di tutto, le eco-volpi sono in agguato....

mercoledì 23 marzo 2011

Fermate il mondo (voglio scendere)

Io non so voi, ma in questi giorni mi sento sopraffatta dalla negatività.
Ho passato più di un paio di giorni in uno stato d'animo pesante, impotente,depresso e sfiduciato.

Sono quasi portata a pensare che i Maya ci abbiano davvero visto giusto, e che a forza di insistere tra poco noi Intelligenti Umani riusciremo ad autodistruggerci con le nostre delicate manine.
Il dolore del popolo giapponese mi stronca, il timore e la rabbia per questa guerra praticamente in casa mi lasciano il fiato corto.
Se tutto va bene, noi oggi sopravviveremo ad una nube tossica che si aggira in questo emisfero dopo avere annientato migliaia di persone nell'altro.
Sempre se va tutto bene, un vecchio signore seduto sul suo malloppo, che vive a 90 km dalla nostra isola più meridionale, non ci sparerà qualche bombetta - probabilmente prodotta da noi.


Seriamente, non riesco a capacitarmi dell'ottusità assoluta con la quale redigiamo i nostri piani.
Ma a fronte dei risultati ottenuti, davvero noi bipedi siamo convinti di essere superiori a tutto e a tutti? Davvero pensiamo che la Terra non finisca per liberarsi di noi come il cane che si scrolla le pulci di dosso, come degli ospiti parassiti e indesiderati?
Animali, piante, mare, cielo, affetti, legami, società, famiglia, evoluzione, pensiero,conquiste scientifiche,artistiche: niente ci ferma dal divorare qualsiasi cosa; dal distruggere, alla fine, noi stessi.
L'avete letto quel libro di Michel Faber, “Sotto la pelle”?
Ve lo consiglio caldamente: io l'ho trovato raggelante nella sua visione, cinico come solo un cosiddetto conquistatore può essere, vero e realistico nella sua follia. Se non basta, provate a dare un occhio a “Se niente importa” di Jonathan Safran Foer.
Da questo momento ho deciso di riavvolgere il nastro e trovare il modo di smettere di ragionare in modo del tutto antropocentrico.
L'Uomo non è il Capo del mondo: è solo una delle tante specie che popola il pianeta. E anche la più scema: nonostante abbia il dono dell'intelligenza e della coscienza di sé, non riesce a vedere a più di pochi centimetri dal suo maledetto portafoglio, anche a costo di lasciarci le penne.
La situazione della nostra Civiltà è talmente seria,che davvero non so da che parte incominciare per cambiare qualcosa, ma a partire da me.
Non so bene cosa farò : l'inizio di questo viaggio saranno i piccoli passi di buona volontà, dal vegetarianesimo come scelta etica al prossimo abbandono della carta di credito (mio malgrado, non posso farlo subito, ho ancora qualche pendenza con MasterCard, la quale è stata ampiamente appagata per “tutto il resto” ).
E poi, soprattutto, c'è il cervello, la decontaminazione, la “rieducazione”dalla pubblicità, dal marketing, dal controllo manipolatorio che crea la stupida necessità di “essere normale”, dove normale significa ingurgitare tutto,senza discriminazione, al solo scopo di trovare false e ingannevoli copertine di Linus.
Strada facendo, mi auguro di trovare compagni di viaggio e qualche risposta....perchè “se niente importa, allora non c'è niente da salvare”.

martedì 15 marzo 2011

Le mille bolle blu

Pasticciare in cucina è una delle mie passioni. Adoro stare ai fornelli, accarezzare la farina, sbatacchiare le uova, sperimentare, bollire,
tagliuzzare e spremere.
Mi sento molto Ratatouille mentre zampetta tra una pentola,
una spezia e un cucchiaio e anzi, sto cercando una locandina del film
da incorniciare in cucina e nominare definitivamente il topo mio nume tutelare.
Non sarò bravissima, ma la passione colma le lacune tecniche....:-)

Comunque, è ufficiale: le mie ultime due ricette riuscite non sono esattamente da mangiare, anche se in realtà si potrebbe benissimo farlo.
Sto parlando della polvere dentifricia e del detergente per lavastoviglie.
Determinata nella mia azione di alchimista,sono partita dall'acquisto dell'argilla bianca, ingrediente fondamentale del dentifricio, che dopo affannosissima ricerca si è finalmente materializzata presso un farmacista
– al quale, peraltro, ho dovuto ordinarla.


E' incredibile quanto siano complicate da trovare le cose più semplici: argilla verde, fanghi e fanghetti da tutto il mondo ce l'hanno tutti, ma dell'argilla bianca nessuna traccia (mi è capitato spesso con gli abiti: l'acquisto di una stupida maglia bianca o una banale gonna marrone è stato come partire alla ricerca del Graal).
Una volta recuperata questa, ho scrupolosamente seguito la (semplicissima) ricetta che potete trovare qui ;a parte la mitica argilla, la cosa più importante da avere è un mixer, per potere ridurre in polvere il simpatico e commestibile miscuglio.
Il risultato è fan-ta-sti-co: il sapore è gradevolmente salino, la bocca rimane perfettamente pulita, profumata e disinfettata, con buona pace dei dentifrici industriali e anche,devo dirlo,di quelli bio.

Per non parlare del detersivo per lavastoviglie! Per quest'ultimo, mi riservo di dirvi più avanti più che altro per verificare che non crei ingorghi nel filtro:
però i primi test sono andati benissimo e tutto grazie a

3 limoni,400 ml di acqua, 200g di sale,100ml di aceto bianco

Tagliate i limoni in 4-5 pezzi togliendo solo i semi e mantenendo la buccia (è più facile se tagliate il limone a rondelle e poi a cubetti). Frullarli con un mixer insieme ad un po' di acqua e al sale. Per evitare intasamenti del filtro lavastoviglie, frullate a lungo e molto finemente la poltiglia. Mettete la poltiglia in una pentola, aggiungete tutta l'acqua e l'aceto e fate bollire per circa 10 minuti mescolando, affinché non si attacchi.
Quando si è addensato e raffreddato mettete in vasetti di vetro (io ho usato una bottiglia) 
Se alla lunga funziona, il gesto dell'ombrello alla GDO è richiesto, ai detersivi bio rimandato - mi sembra ingeneroso, visto che questi ultimi, per quello che mi riguarda, hanno fatto la loro parte in maniera del tutto soddisfacente.Prossimo tentativo, detersivo per lavatrice...se durante la lavorazione non esplodo, si capisce.