martedì 30 agosto 2011

E io non pago


L'altro bell'aspetto delle Macchie, quello pratico,è affascinante e fondamentale.
L'assunto di partenza è l'autosostentamento: qui si compra pochissimo grazie ai due orti in permacultura che forniscono tantissima
verdura strepitosa -zucchine, zucche, zucche hokkaido, cipolle, melanzane, pomodori,fagiolini, mais, cavolo nero, cavolo cappuccio ma anche tante aromatiche utili in cucina come basilico, prezzemolo, menta, origano, maggiorana, melissa,rosmarino.
 
Ci sono le galline che fanno le uova, more a volontà. L'olio arriva, ovviamente, dagli ulivi della proprietà.
Il genio culinario di Primiana è centrale: oltre a fare un pane con lievito di pasta madre straordinario, sa mischiare tutte le erbe insieme in mille e un modo diverso, accompagnando così divinamente i cereali e la pasta (questi sì, comprati).

Pur non essendo gli abitanti delle Macchie di stretta osservanza vegetariana, la carne non si vede quasi per nulla: solo qualche galletto verrà sacrificato, ma per il resto le capre se ne stanno felici e contente, così come Mamo e Escobar, i due cavalli.
Negli ultimi giorni della mia permanenza, si stavano seminando e trapiantando ottomila tipi di cavoli diversi, broccoli vari e ortaggi autunnali.
Il vino (me-ra-vi-glio-so) arriva spesso dall'azienda agricola Kappa, un'altra realtà fantastica gestita da giovani ed entusiasti agricoltori, come cambio merci a fronte dell'apporto di Primiana che sta addestrando per loro due cavalli da tiro che fra un po' di mesi opereranno al posto dei motori.
E poi,era bellissimo vedere la padrona di casa, forte del suo spiccato lato Yang, tagliare i grossi ciocchi di legna con la sega circolare in previsione dell'inverno – il riscaldamento è dato da alcune grosse stufe e uno strepitoso camino in soggiorno. 
L'acqua calda viene fornita dal sole, grazie ai pannelli solari.

La cosa straordinaria, per me cittadina, è proprio quella per cui, grazie alla permacultura gli orti attualmente richiedono proprio pochino se non un'attenta annaffiatura serale: il lavoro grosso è stato fatto a monte con la progettazione e la realizzazione dei cassoni. Nel cucinare, ci si serve direttamente dal produttore!
Al mattino ci si sveglia con calma, si fa colazione, non si prende la macchina e non si va in ufficio o in negozio o in fabbrica. Si preparano progetti, si imparano cose nuove, ci si organizza per le attività legate alla terra. Poi, certo, si taglia, si disbosca, si porta da mangiare ai quadrupedi e ai pennuti, si rendono operative e aggiustate a puntino le attrezzature, si cucina, si lava, insomma , si vive.
Senza busta paga, è vero, ma in un'ambiente così sono veramente poche le distrazioni, pochissimi i falsi bisogni.
E'evidente che si deve essere abbastanza equilibrati da reggere bene una sorta di isolamento, ma i Macchiaioli non sono dei bruti o delle streghe, quindi ogni tanto scendono a valle e vanno al mercato, comprano i quotidiani e Internazionale, fanno benzina, magari mangiano una pizza o partecipano a qualche festival nei dintorni. L'aspetto extra Yang di tutta la situazione è da qualche mese compensato dalla meravigliosa Silvia, che con la sua femminilissima energia Yin regala sorrisi, dolcezza, sensibilità e un sacco di ammennicoli, tipo cerchi di pietre sparsi per la campagna, mandala e disegni che sicuramente non mancheranno di terrorizzare i molti cacciatori che frequentano i dintorni – la campagna è piena di cinghiali e sono pure stati avvistati degli istrici.

Lavorare vivendo nel modo più naturale possibile e più confacente alle nostre esigenze dovrebbe essere l'obbiettivo della vita di tutti noi.
Personalmente, mi pare che la vita stanziale alle Macchie per me sarebbe fin troppo spinta,ma la permanenza qui mi ha permesso di stabilire concretamente quali siano le mie reali necessità rispetto al tanto vagheggiato “cambio di paradigma” che da puramente letterario si è fatto più consistente.
Ho incominciato a capire veramente quanto e in che modo voglio allontanarmi dalla città, quanto voglio condividere, con quali persone e in che tempi, e soprattutto di quali aspetti della civiltà occidentale posso davvero fare a meno: le primissime che mi vengono in mente sono lo shopping, l'apparenza a tutti i costi, la continua corsa dei pensieri, la falsa sensazione di avere sempre troppo da fare, la consistenza e la qualità del tempo.
Comincio a definire meglio il quadro.....

5 commenti:

  1. molto bello leggere di questa tua esperienza, dall'inizio alla fine :)

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  2. davvero molto interessante!

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  3. Grazie!Sono felice che abbiate trovato interessante la mia esperienza...:-))

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  4. Ma quante cose interessanti nel tuo blog! Complimenti! Barbara

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  5. Aahhh, come mi piace ! Ci leggo proprio una scorrevolezza delle cose, delle giornate... E in merito all'isolamento ti dirò che alla veneranda età di 37 anni inizio ad essere abbastanza selettiva in merito a chi voglio attorno e la solitudine è una condizione che stò facendo man mano sempre più mia e sopratutto sempre più piacevole...

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