Come non inaugurare una piccola sezione di ricettine indigene? I Galli hanno molti difetti, ma sanno cucinare,per Belenos!
Clafoutis chèvre-zucchine-pomodori
ingredienti per 4 persone
200g di formaggio di capra fresco
1 piccola zucchina
12/15 pomodorini ciliegina
1 mazzetto di erba cipollina
3 uova
3 cucchiai di farina
una grattatina abbondante di noce moscata
due pizzichi di cannella in polvere
burro per la teglia
Circa un'oretta prima di mangiare: imburrate la teglia che conterrà la preparazione,scaldate il forno a circa 180°. Lavate i pomodorini, la zucchina e l'erba cipollina. Tagliate a metà i pomodori. Grattugiate a julienne la zucchina. Tagliate l'erba cipollina.
Dividete il formaggio di capra e disponetelo irregolarmente nella teglia imburrata. Disponete sopra al formaggio i pomodorini con la parte carnosa verso l'alto. Spargete la julienne di zucchina,insaporite con l'erba cipollina.
In una terrina, battete le uova con la forchetta e incorporate la farina. Aggiungete la noce moscata,la cannella,salate e pepate.
Versate delicatamente il composto nel piatto.
Infornate e lasciate cuocere per circa 30 minuti: la parte liquida deve essere ben rappresa.
Lasciate intiepidire,gnam.
Rapanello Urbano
o, per meglio dire, Ravanel Mariné : decluttering, decrescita, pensieri e progetti di fuga dal caos cittadino con un percorso a zig zag , ruzzolando sur la Cote d'Azur
venerdì 1 giugno 2012
lunedì 21 maggio 2012
SPQF
Non so se anche voi,come me,abbiate
passato un'infanzia letteralmente immersi nei fumetti.
Mio padre era (è) un grande lettore e conoscitore di
comics, e in casa era abituale avere sottomano sia giornalini adatti a
me,quali il solito Topolino (col quale, a suon di versi
onomatopeici,ho imparato una quantità di verbi inglesi),ma anche
Linus, Il Mago, Storie del West, Lucky Luke e vari altri di cui ho
perso memoria.
I miei amici erano senz'altro il
Commissario Basettoni,Paperino, Pippo eccetera, ma anche Pogo,
Blondie e Dagoberto, Beetle Bailey,il Mago Wiz, Fearless Fosdick,
Peanuts, Lil'Abner, Alan Ford...e Astérix (ero una ragazzina un
tantino bizzarra,per la media).
La suora che ci insegnava storia alle
elementari restò scioccata per anni, quando spiegando fatti e
misfatti a proposito di Giulio Cesare,assedi, guerre e così via, la
sottoscritta se ne uscì con un “...e Alesia??? Vogliamo parlare di
Alesia??” invocando così la disfatta dei Galli,quando
Vercingetorige venne sconfitto ad Alesia nel 52 a.C ,fatto
prigioniero e portato a Roma in catene,come si può leggere benissimo
nell'albo “Astérix e gli Arverni”.
Non citai alla suorina la mia fonte - un po' freak ma senza dubbio attendibile: sospetto che non avrebbe né capito né apprezzato.
venerdì 11 maggio 2012
Addicted to rock
Stasera sono in vena di filosofia..sarà la splendida luce del crepuscolo alla fine di una giornata finalmente quasi estiva,dopo tutto il maltempo!
Vi spiego qual è lo scenario classico.
Finisco di lavorare attorno alle 19, faccio una capatina alla superette
vicino a casa per comprare quello che mi manca - ah! Che grande
tragedia il frigo sottopiano, quello che,appunto,è sotto il piano di
lavoro della cucina. Non ci sta un tubo, non c'è ombra di
congelatore – e poi mi avvio verso il mio appartamentino.
A forza di fare, ho trasformato questa
stanza in qualcosa di lontanamente simile a una casa. Orologio a muro
preferito,tappeto,portafrutta,qualche libro e soprattutto,stereo.
Mi sintonizzo su RFM dove passano
musica dagli anni 80 ad oggi, con poca pubblicità. La musica
francese domina,ovviamente, e per lo più si tratta di roba
corrente,tormentoni da radio; per fortuna però,dato che negli anni
80 i francesi stavano ancora a Sylvie Vartan e Gibert Bécaud
(massimo rispetto, per carità:solo un tantino pesanti), i pezzi
scelti per quegli anni sono i miei pezzi: U2,Police, Depeche
Mode, Clash, Ultravox;ma anche Earth Wind and Fire, Barry White,
Diana Ross, Michael Jackson, Steely Dan.
Bella roba,insomma.
Così,presa da questo revival, dopo
cena,di solito mi faccio trascinare e metto su i miei cd mentre giochicchio sul portatile.
Stasera,decido per il mio gruppo
stracult e metto su l'album che preferisco - per i curiosi e i
cultori, Seventeen Seconds – e
come sempre mi accade quando ascolto questo album ( hmmm...rimane un album
anche se non è più un vinile?),incomincio a fare milioni di
associazioni di idee.
Fuori dalla
finestra splende un'incandescente falcetta di luna,che però brilla
sulle colline e non sul mare,cosa che mi fa pensare che fra due o tre
mesi invece sarà, e visualizzo la meravigliosa bava di luce
brillante sulla distesa d'acqua nera,che rimane sempre la mia immagine
mentale preferita.
concerti in Provenza, o quanto meno nel Sud della
Francia,che mi fa pensare a quando ero giovane e venivo da queste
parti in campeggio,dividendo la tenda e il cuore col mio grande
amore, che mi fa pensare a quante volte sono venuta in questo
paese, sempre in compagnia delle molte persone che ho amato, a quanta strada ho fatto, a quanta spero ne farò ancora,ai molti
errori ma anche alle
vittorie, e che davvero l'esistenza è un Cerchio,che non si
invecchia, non si muore,e ovunque si portino le proprie ossa quello che c'è
dentro di te è sempre profondamente parte di te, a prescindere dalle
condizioni,dai posti, e che tu non puoi che essere una somma di tutto quello che sei
stato, sei e sarai, e che potresti essere in Congo,in Bangladesh o in Antartide, ma tu
sei sempre meravigliosamente tu.
Così
come dicevano i Celti, i Buddisti, i Pellerossa e
pure Yoda, la Forza è sempre con noi, e noi siamo Forza...il
Cerchio è la Vita,la Morte,il Vuoto,lo Yin e lo Yang,la Madre
Terra,il Sole,la Luna. la Donna...(Ffffffff...prendere
fiato).
Mi gira un tantino la testa.
Meglio cambiare disco,questo qui mi fa
sempre quest'effetto,e pure senza additivi aggiunti..
sabato 5 maggio 2012
Lavande et romarin
Io continuo a pizzicarmi il braccio per
vedere un po' se sto sognando, e oggi mi sono fatta il braccio blu.
Cosa c'è di meglio, in un'assolata e quasi calda mattina di
primavera, mettersi un paio di quelle che io chiamo le
“scarpebarche”, cioè le calzature più comode che posseggo,
attraversare la strada e godersi un lungo e profondo respiro davanti
al mare?
Lavanda e rosmarino sul bordo del
balcone come primo abbozzo di ostacolo “erboristico” alle fughe
dei pelosi: la meta della passeggiata è il Mercato dei Fiori, una
delle locations più caratteristiche e colorate della Città Vecchia.
Quindi, gambe in spalla sulla Promenade
des Anglais a godersi bambini e adulti a piedi ,in bici,sui
pattini,sullo skate o su qualunque aggeggio munito di ruote possa
portare in giro.
I galli hanno dovuto tagliare un po' di
teste qualche secolo fa,è vero, ma ne è uscito il massimo del
melting pot,del décontracté. Il poveraccio col riccone, la signora
chic con il marito rasta, il minicane con l'omone, il vecchietto coi
pantaloni alla zuava e la russa tutta vestita Chanel.
Tutti
insieme, mescolati, tranquilli, dimentichi l'uno dell'altro, in un
incredibile chissenefrega della forma, fatto che mi sottolinea quanto
in Italia restiamo irrimediabilmente provinciali rispetto a questo, legati
come siamo a mille etichette, classifiche, stime di appartenenza.
Nell'aria limpida di questa mattinata,
mentre mi godo ogni singola molecola di iodio, ogni foglia di palma,
ogni luccichio sul mare (ma anche ogni lato B di giovani e muscolosi
podisti ...) arrivare al mercato e scegliere un paio di piantine in
qualità di residente e non di turista mi aggiunge più o meno dieci
anni di vita. Sapere che,almeno per un po' spero,potrò fare questo
fino a quando sarò stufa è meglio di qualunque botox o lifting mai
sperimentato.
Gironzolo un po' nella città vecchia, mi infilo in
qualche bottega,mi lego le mani per non comprare nulla, poi torno
verso casa.
Scendo in spiaggia,dove qualche
ristorantino supersciccoso dispone i tavoli all'aperto.
Qualcuno si è seduto sulle pietroline e prende il sole,qualcuno
medita ( e mi mette voglia di imitarlo il prima possibile..), un paio
di cagnolini festeggiano la fine del cattivo tempo correndo a
perdifiato.
Prendo un po' di pietre carine che mi
servono per inventarmi un fermaporta e mi avvio.
Intanto penso a
quale immenso regalo mi è stato fatto dall'universo.
Arriverà il
momento,forse,in cui mi abituerò a tutto questo, ma credo proprio ci vorrà
un po'...
martedì 1 maggio 2012
Tetris
Una pensa che andando a stare in Costa
Azzurra non potrà mai fare il minimalista. Insomma, a 50 metri in
linea d'aria da qui si vede la cupola del Negresco,altro che storie.
E invece quale migliore palestra di un
appartamento di 23metri quadri,che in Italia probabilmente manco
avrebbe l'abitabilità?
Abituata alle mie belle
stanze,cucina,salotto,camera da letto,ingresso e balcone
tutt'intorno, stare in questo miniposto è una bella sfida dal punto
di vista della fisica e della penetrabilità dei corpi.
Ça va sans dire, intanto non
c'è tv ,cosa che non mi turba più di tanto; più che altro non
c'è forno,né lavatrice,né lavastoviglie (cosa incredibile in Francia,dove da tempo la mutazione della specie ha reso i Galli incapaci di lavare un piatto) ,né freezer,e nemmeno
posto per metterceli.
La prima cosa che si minimizza quindi è la
varietà della mia cucina : niente pane né torte dolci o salate
fatte in casa, così come verdure cotte a vapore in quantità e poi
congelate.
Immaginando vagamente una roba simile, mi sono portata la
yogurtiera, che però è un piccolo lusso se penso che non posso
cucinare il novanta per vento dei miei piatti forti.
Poi, caso quasi unico in tutta Nizza,
il balcone è quasi inesistente, sebbene sia ottimamente servito da
trampolino a Francine per precipitare al piano di sotto,ma sul quale
non ci sta uno stendino degno del nome.
Il capitolo lavaggio,dunque è
il più tragico: posso lavare a mano le piccole cose,ma
sicuramente non gli asciugamani e men che meno le lenzuola
(questo
significa che prossimamente uscirà un post sulle lavanderie
automatiche) e tantomeno posso stenderle a garrire al venticello
profumato della Provenza.
Tutte le sere e tutte le mattine eseguo
un rito zen di vestizione e ritorno del divano letto, nel quale non è
possibile lasciare la trapunta che va tolta, piegata in un modo
specifico e incastrata a misura nell'armadio a muro a due ante,che da
una parte contiene il boiler e dall'altra i miei (pochi) vestiti,le
valigie una dentro l'altra, un po' di dispensa e una gigantesca
quanto orribile e inutile pignatta lasciata dall'inquilino precedente.
Tutta la biancheria di casa e
personale,intimo,maglie,maglioni,parte delle pentole,posate,un po' di
ferramenta - in senso stretto: chiodi, martello, avvitatore,pinze,filo
elettrico,santo filo di rafia,forbici e così via - stanno in un
buffet all'opposto dell'angolo cottura.
Il tetris si fa anche in abbondanza in
tema di consumo:qui è tutto elettrico, riscaldamento ad aria e
piastre da cucina comprese. La prima mattina passata qui, non ho
potuto farmi il mio solito caffelatte a colazione: il cartoccio del
suddetto latte è stato da me incautamente posto in frigo senza
controllare, e tirato fuori quale cubo di ghiaccio perenne a causa
della temperatura impostata al massimo dagli autoctoni. Manco la
calotta polare è mai arrivata a quelle temperature.
In Francia l'energia costa poco,quindi
i Galli ci vanno giù di brutto senza tema di contatori saltati, o
argomenti di inquinamento o centrali nucleari che tengano.
Io,invece, che sono suscettibile in
questo campo, se accendo le piastre per far da mangiare spengo il
rechauffage; a meno che non debba leggere accendo un'italica
lampadina a basso consumo, montata su lampada Ikea appositamente
traslocata, al posto dell'alogena – peraltro unica fonte luminosa
della stanza - e sto attenta all'acqua calda esattamente come faccio
a casa, più che altro perchè non posso e non voglio
mantenere in perenne tensione il boiler(vi risparmio la penosa telefonata
fatta all'EDF per ottenere un contratto della luce in qualche lingua
terrestre comprensibile).
Mozart e Francine non amano il tetris
perchè non possono sgambare a caso nelle loro rincorse sfrenate. Il
massimo che riescono a fare,a parte catapultarsi dal balcone, è
saltare dal tavolo al divano passando sotto al divano e passeggiare
nel piatto della doccia, a meno che, per rimediare, non si allenino
ad eseguire un paio di giri della morte sul soffitto.
Se tanto mi dà tanto una di queste
sere,tornando a casa dal lavoro, troverò senz'altro del pubblico
pagante davanti alla porta di casa: venghino venghino siore e
siori,,,
venerdì 27 aprile 2012
Quel pomeriggio di un giorno da cani
Allora...rieccomi!
E' stato lungo,difficile,complicato, ma alla fine sono riuscita ad ottenere sta famosa linea ADSL a casa; adesso che sono illimitatamente collegata al mondo, posso farvi arrivare i miei pensieri da quaggiù.
I miei due lettori sanno che mi sono trasferita - o meglio, sono emigrata - in Costa Azzurra,
a loro e a tutti quelli che hanno tempo da perdere leggendomi faccio arrivare le parole che ho scritto mentre aspettavo di condividerle con qualcuno.
Qui sotto trovate le mie impressioni, due giorni dopo l'arrivo.
Cominciamo ricordando che se c'è una roba che detesto fare è guidare.
Il mio cervello si è sintonizzato sul “camminare-mode-on” dopo anni di guida frenetica, e ora, a causa di qualcosa che ha seriamente a che fare col mio vissuto psicologico, quando prendo l'auto è come se avessi preso la patente da tre giorni. Quindi capirai che goduria caricare la Clarabella abbattendo i sedili posteriori,trasportare un sacco di roba (poca,in verità,considerando la capienza,ma tutto è relativo),i pelosi,la mamma che ha lo specifico compito di chiacchierare distraendomi per soli trecentocinquanta chilometri. Mio padre mi precede con l'auto “ammiraglia” piena all'inverosimile e via,verso l'ignoto. Mai fatto un viaggio così lungo prima, tensione a mille,mani umidicce, panic on the motorway, crampetto tensivo sotto il piede dell'acceleratore.
E' stato lungo,difficile,complicato, ma alla fine sono riuscita ad ottenere sta famosa linea ADSL a casa; adesso che sono illimitatamente collegata al mondo, posso farvi arrivare i miei pensieri da quaggiù.
I miei due lettori sanno che mi sono trasferita - o meglio, sono emigrata - in Costa Azzurra,
a loro e a tutti quelli che hanno tempo da perdere leggendomi faccio arrivare le parole che ho scritto mentre aspettavo di condividerle con qualcuno.
Qui sotto trovate le mie impressioni, due giorni dopo l'arrivo.
Cominciamo ricordando che se c'è una roba che detesto fare è guidare.
Il mio cervello si è sintonizzato sul “camminare-mode-on” dopo anni di guida frenetica, e ora, a causa di qualcosa che ha seriamente a che fare col mio vissuto psicologico, quando prendo l'auto è come se avessi preso la patente da tre giorni. Quindi capirai che goduria caricare la Clarabella abbattendo i sedili posteriori,trasportare un sacco di roba (poca,in verità,considerando la capienza,ma tutto è relativo),i pelosi,la mamma che ha lo specifico compito di chiacchierare distraendomi per soli trecentocinquanta chilometri. Mio padre mi precede con l'auto “ammiraglia” piena all'inverosimile e via,verso l'ignoto. Mai fatto un viaggio così lungo prima, tensione a mille,mani umidicce, panic on the motorway, crampetto tensivo sotto il piede dell'acceleratore.
giovedì 26 aprile 2012
Finalement...
YESSSSSSSSS finalmente,siori e siore,sono in grado di vagare liberamente per il web.
Oh che bella sensazione....
Oh che bella sensazione....
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