mercoledì 25 settembre 2013

Fine di una storia

Toc tac,toc tac,toc tac.
Quattro del pomeriggio di un giorno qualunque nella seconda metà degli anni Settanta. Io sono lì, con il grembiule bianco della quarta elementare e il cravattino verde  tutto storto, mentre aspetto che la mia altissima,magrissima,bellissima e truccatissima mamma ex-mannequin mi venga a prendere. Quando sento quel rumore lo so che è lei, perchè nessun'altra mamma porta tacchi 12.

Io preferirei una mamma morbida,sommessa, accogliente e soprattutto più bassa,non quel perfetto e sorridente generale austroungarico che mi raccoglie,chiedendomi perchè i miei capelli sono sempre un tale bordello.

Fine degli anni Sessanta e Fiat 124 bianca. Incastrata in mezzo ai sedili,cerco di vedere meglio fuori.Tutti i finestrini sono mezzi aperti,papà guida in un caldo allucinante sull'autostrada Torino - Venezia.Imbocca una statale per gli ultimi interminabili cento chilometri che mi porteranno alla Vacanza Perfetta dalla nonna, nella sonnolenta campagna friulana.
Le gambe sudate si incollano sui sedili in simil-similpelle e la mamma tiene sulle ginocchia un registratore che stona ad ogni curva, mentre insieme cantiamo a squarciagola e ridiamo come delle pazze perchè siamo orribili.

Un'ombra dietro l'unica finestra illuminata della casa, una sera d'estate degli anni Ottanta, mentre io mi scapicollo,correndo in salita, per non arrivare in ritardo al coprifuoco dell'una di notte che l'orologio del campanile della chiesa di montagna sta battendo proprio in questo momento. Ma non ce la faccio, fare tre piani di scale mi prende quattro minuti, e i bigodini sulla testa della mamma crepitano elettricità "domani ne parliamo", e so che sarà un'altra discussione cattiva.

Lunedì 23 Settembre 2013, seduta con  il mio papà ad un tavolo di un grazioso bar sul porto di St.Tropez , la gentile signora anziana con gli occhi azzurri che ho di fronte mi chiede: "Ma la tua mamma è una delle mie amiche?" Sì,mamma. Una delle amiche che non hai mai voluto avere. Chiediamo al Dr.Alzheimer se ci può spiegare cosa sta succedendo.

8 commenti:

  1. Non voglio scrivere nulla.Però voglio farti i complimenti per come hai scritto. E anche per riuscire a trovare un pochino di ironia. L'ironia salverà il mondo

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    1. Grazie. Per fortuna ho un carattere che mi permette di trovare sempre il lato, come dire, meno doloroso

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  2. Elena mi dispiace così tanto, ma io la vorrei anche così la mia mamma. ti abbraccio

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    1. Cri,lo immagino. Non posso neanche pensare a quando sarà il momento, poi chi lo sa,magari prima me ne vado io...
      Lo shock di vedere che la tua mamma- quella che ti ha cresciuto,ti ha fatto ridere o incazzare come un puma - non riesca più a riconoscerti è abbastanza intenso, ma credo mai come quella di perderla. Un abbraccione e un bacio

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  3. quando vedo mia madre così lontana,invece penso di averla già persa, cos'altro potrebbe allontanarci più di così ? la sua morte ?impossibile parlarle,capirla,aiutarla...tra il suo nuovo mondo e il nostro c'è già un abisso..incolmabile

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    1. Cara Lella, ci penso spesso anch'io. La mia mamma è ancora nella fase in cui è molto nel suo mondo, ma anche molto nel nostro, in quell'orribile limbo in cui non capisci perchè non capisci e soprattutto non sempre accetti. Il degrado però è così veloce che anch'io comincio a guardarla come se fosse l'assurda proiezione di una persona che non c'è più,un po' come se gli alieni me l'avessero sostituita,ecco

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  4. Elena, bellissimo e toccante.
    Un abbraccio forte forte.
    Ruggero & Marina

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    1. uh ragaSSi che bello sentirvi...peccato non potersi più tenere granchè in contatto! Grazie per l'abbraccio, ricambio forte.

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