venerdì 21 dicembre 2012

Buon Natale!

Accidenti, mi sono dimenticata che il mondo finiva stanotte, e così non ho approfittato del momento come ottimo alibi per stra-fare,perdere un po' la testa,lasciarmi andare a qualche vizio.
Insomma, a dispetto del mio cognome, sono una donna orribilmente banale,pragmatica,alquanto controllata, e poco incline alla baldoria distruttiva. 

Pazienza, prendetemi così.
Ho intenzione di passare le feste di Natale con i miei due vecchietti, i pelosi e una copertina, utilizzando il comodissimo alibi della cucina  troppo piccola per evitare di cucinare robe complesse, ed approfittare del lungomare più famoso d'Europa per fare una bella passeggiata "geriatrica" ma rigenerante.

Dopodichè da domani entro in pausa digitale. Il computer di casa è momentaneamente in manutenzione, e fino a dopo Capodanno non sarò molto online. Devo resettare un po' anche il mio cervellino, che puntualmente, ogni quattro mesi ,incomincia a dare segni di stanchezza.

Ne approfitto adesso, quindi,per augurarvi le feste più strepitose che abbiate mai vissuto.... goderecce, sportive, intellettuali,riposanti,spirituali, notturne, fate voi, purchè,mi permetto di aggiungere,consapevoli.

Passatevela bene!!


martedì 11 dicembre 2012

C'est parti

Altre feste natalizie in avvicinamento. La prima differenza è che qui non si festeggia l'8 Dicembre, festività che invece da noi è considerata un po' il blocco di partenza per il delirio generalizzato,e nemmeno Santo Stefano, che quindi sarebbe lavorativo - ma noi italiani all'estero non siamo psicologicamente programmati per una simile evenienza, e quindi ce ne stiamo a casa comunque.

La seconda - grossa- diversità è che quaggiù la maggior parte dei negozi propongono promozioni prenatalizie con sconti fino al 50%; eventualità che da noi,  a meno che nel frattempo lo spread non ci abbia costretto a cambiare drasticamente abitudini, non si verifica nemmeno mettendo una pistola alla tempia del commerciante il quale, dopo aver tirato una cinghia inimmaginabile durante tutto l'anno,proprio non ce la fa a non approfittare dell'unico momento in cui finalmente tutti diventiamo un po' più gonzi.
Io, comunque, continuo ad essere fedele ai cari,vecchi "saldi di gennaio",nel remotissimo caso in cui volessi comprarmi qualcosa  - così, nel dubbio che i saldi prenatalizi siano applicati a un prezzo che viene gonfiato come un tacchino,appunto,natalizio.


domenica 11 novembre 2012

Ode al Doctor Martens

Uno pensa "ah che fortuna, vivi al mare, il tempo è sempre bello,l'inverno non esiste, puoi stare senza calze pure d'inverno". 
E tu, che fino all'anno scorso vivevi  ai piedi delle Alpi, sognavi di trasferirti in un paese dal clima più clemente, senza neve, senza pioggia, senza nebbia, a 21 gradi di media,un paradiso.

Poi, ti capita che al mare ci vai a vivere veramente, e passano le stagioni. 
E torna l'inverno. In effetti,quaggiù il clima è molto più dolce. 
Quando c'è il sole,cosa che capita spesso, a mezzogiorno scoppi di caldo nelle tue mises piemontesi, fatte di lana e giacca e calza spessa. In questo momento,mentre scrivo, è la sera  dell'11 novembre e io ho il riscaldamento spento,perchè non ho freddo (incredibile).


E' una meraviglia,senza dubbio, però le palme restano verdi perchè gli alberi di qui non ingialliscono.

Non c'è il caldarrostaio con il suo fornelletto dal profumo di bruciaticchio. 
L'aria non è mai frizzante come in un mattino di tardo autunno vicino alle montagne e,men che meno,non esiste una certa nebbietta di mia conoscenza, che galleggia a un metro da terra, preferibilmente sopra al fiume,nascondendo alberi fiammeggianti.

Il mio orologio biologico, abituato da svariati decenni ad un certo tipo di alternanza metereologica, va un po' in palla.
Chi avrebbe mai immaginato che avrei sentito la mancanza di ciò che avrei giurato di detestare? Mai avrei pensato di essere felice nel fare una passeggiata sotto il cielo grigio, senza sole, e con un accenno di vento freddino.
La più grande soddisfazione di una piemontese emigrata al mare e orgogliosamente calzata di stivale anfibio, è vedere le francesi imbacuccate, ma senza calze,rabbrividire in una giornata di pioggia...

mercoledì 7 novembre 2012

Alla ricerca del Graal

Sto cercando un bollitore. Non elettrico,cerco uno di quelli da mettere sul fuoco. Il mio,che c'ha vent'anni, si sta arrugginendo all'interno e sono quasi costretta a sostituirlo,anche se proprio non mi va. Una cosa su me stessa che ho imparato in sto bailamme,è che le cose che veramente mi piacciono possono durarmi una vita.
Quelle che ho comprato per capriccio,per noia, perchè avevo due lire da spendere, o mi sembrava che andassero,che "magari poi lo uso",non hanno avuto  molto successo. O giacciono inutilizzate, sepolte da altre cose e/o da sensi di colpa,o le ho già buttate-regalate-eliminate.
Comunque. Il bollitore come piace a me, qua non esiste. Elettrico,esclusivamente. Allora sono andata su Amazon,sul sito italiano:ci sono delle marche stracult tipo Le Creuset,Villeroy et Boch ,robe fighissime che però costano parecchio.Io,furba,dico: e mo' vado su Amazon francese, che così sicuro costano meno.Risultato: niente. Un cavolo di bollitore da mettere su una fiamma semplice come la prima scoperta fatta dall'uomo, no. 
In compenso, se cercate un bolliuova professionale,una macchina del caffè che fa solo il cappuccino, un grattaschiena a forma di manina, quelli lì li trovate senza problema,purchè abbiate disponibile una presa elettrica. 
Mi sa che se parlo di minimalismo, in questo angolo di Francia, mi ricoverano con tanto di camicia di forza.

sabato 20 ottobre 2012

Taglia e cuci

Ho passato il weekend scorso a fare uno di quei decluttering selvaggi che mi permetteranno di essere in credito  per almeno 6 anni,cosa che non sarà,perchè la casetta scoppia,e già ha bisogno di essere alleggerita.
In realtà è stato più di un decluttering: ho svuotato definitivamente casa mia per permettere ai ragazzi che hanno preso in affitto l'appartamento di cominciare a fare i lavori e portare le loro cose.
Sono partita calma,fredda e molto zen: scatole di cartone divise per stanza e contenuto,questo sì,questo no,questo cantina,questo Nizza. 
Ho finito due giorni dopo,senza avere fatto un passo in più fuori dal mio isolato,salvo che per la firma del contratto d'affitto. Distrutta. 
Pezzi della mia vita nella poubelle: mica potevo portarmi via tutti i miei disegni di quando avevo tre anni, le collezioni intere (mai più aperte) di Meridiani -ho salvato giusto San Francisco, perchè mi sono giurata che entro i 50 anni ci devo andare - le matite,i pastelli, le pietre tutte bianche,quelle solo grigie,milioni di borse di carta,ma anche pacchi di biglietti d'auguri,foto,videocassette,borse e quant'altro. 
Ad un certo punto ho avuto la sensazione di resettare 40 anni di vita,di esperienze,di ricordi, e solo l'intervento affettuoso di mio padre mi ha salvato dal crollo psicologico "..è un'altra vita quella che cominci".

Strano ma vero, si vede che mi ci voleva solo quella parola tenera ,perchè ho incominciato a considerare la mia casetta nizzarda "casa mia",e a lasciare andare tutto quello che evidentemente doveva rimanere indietro.
Più volte ho sentito dire da altri "emigranti" che alla fine non si appartiene più al proprio passato,ma nemmeno granchè al proprio presente,dove non c'è stato il tempo di sedimentare quello che ci fa sentire parte di qualcosa,dove creare dei legami diventa un'azione consapevole e conscia, e tutte le azioni che si compiono sono volute e cercate.
Però mi sento in grado di accettare la sfida,almeno fino a nuovo crollo mentale.


Da questa settimana sono psicologicamente nizzarda, e burocraticamente lo sarò quando riceverò l'iscrizione all'albo dei residenti all'estero e la targa della macchina con lo stemmino della Provence-Alpes-Cote d'Azur, fino a quando non mi capiterà di dover ricominciare tutto da capo magari in Inghilterra,in America,o che  so? ancora in Italia.
Sono o no la ragazza con la valigia?

sabato 6 ottobre 2012

La ragazza con la valigia

Ancora un piccolo sforzo, e poi potrò finalmente considerare chiuso, almeno per quest'anno - e spero un po' più a lungo -il capitolo traslochi/spostamenti di robe/camioncini/infornate di qualsiasi cosa sulla seicento.

La prossima settimana mi attende la prova delle prove: conoscere i prossimi inquilini della mia casa torinese, firmare un contratto di affitto,segno per me inequivocabile di (mio) non-ritorno, perlomeno a breve,cosa che mi fa ancora un po' impressione, nonostante non abbia nessuna intenzione di rientrare.
Quindi, tour de force per svuotare definitivamente armadi e armadietti, conseguente riempimento a tappo di tutte le cantine disponibili e anche parziale sgombero di un garage per far stare il tutto.
Nonostante abbia eliminato, regalato, venduto,fatto cadere a pioggia da un aereo tutto quello che potevo,è sconcertante quanta roba contenga una casa abitata da un solo essere umano, neanche tanto consumista per la verità.
Da qui, il giuramento solenne di non comprare mai più nella vita nulla che non possa essere contenuto in un piccolo camioncino: niente armadi settemila ante, cucine a "zeta",soprammobili, milioni di borse, di scarpe, di bicchieri, di tazze.
Voglio potere essere libera di spostarmi senza che diventi una infinita sequenza di scatole,mal di schiena,imballaggi e svenimenti alle tre di notte causa stanchezza. Mi piacerebbe, come qualcuno, poter infilare tutti i miei averi in una valigia: non è possibile,evidentemente, ma voglio mettere l'asticella in alto come allenamento.
In questo senso, non ho comprato un armadio, ma solo una struttura metallica. Poco spazio= pochi vestiti= pochi acquisti compulsivi di giacche viola ma taaaanto carine....

sabato 15 settembre 2012

Spleen di metà settembre

Sto scrivendo poco, lo so, e ve ne chiedo scusa.
Sono un po' stanca, non ho fatto vacanze,ma ho affrontato un altro trasloco, da sola questa volta, e vi giuro che è stato sfiancante.
Ora vivo in un appartamentino un poco più grande, vecchiotto, con un suo bel fascino, in una zona di Nizza dove non ci sono turisti,né italiani, né di altri paesi.
Cerco di orizzontarmi -devo di nuovo imparare tutti i riferimenti, i bus, i negozi, la panetteria, il giornalaio . Ho conosciuto una bella ragazza di 86 anni, originaria di Città di Castello, che mi ha raccontato un po' la storia della casa nella quale vivo: un vecchio dormitorio dove lei stessa è nata nel lontano 1926, dove gli emigrati poveracci si fermavano fino a nuova e migliore sistemazione.
E in effetti la bella energia vitale delle tante persone passate di qui si sente nei muri:energia positiva, di speranza, di futuro migliore, di voglia di superare le difficoltà.
Mi faccio delle dormite spettacolari in questa mansardina:tutto intorno è silenzio e alle sette e mezza di mattina non ho bisogno della sveglia perchè mi svegliano i rintocchi delle campane della chiesa vicina.

Ci sono un miliardo di gatti più o meno girovaghi; Francine è scappata attraverso il mini abbaino del bagno. L'ho riacchiappata che brucava erba (?)nel giardinetto sottostante: non voleva venire via ma allo stesso tempo si è lasciata prendere con facilità...poverina, da quel giorno piange spesso,cerca una via d'uscita, e io mi sento un mostro a negarle quella libertà che ha potuto gustare per mezz'ora.
La luce è cambiata,la temperatura si è abbassata: il giorno muore in spettacolari tramonti sul mare che hanno qualcosa di dolce e malinconico.
Avrei bisogno di una decina di giorni di riposo, di un po' di compagnia e di qualche cena in un ristorantino tranquillo...un po' di paradiso low cost.
Attendo fiduciosa...

domenica 12 agosto 2012

Anarco-insurrezionalista

La Francia è un paese con una solida e gloriosa tradizione culinaria.
Possiede estensioni di colture impensabili per il nostro stretto e montagnoso territorio italiano, ha dato -e dà- i natali a cuochi di fama planetaria. Ma nel piccolo, il cibo in Francia,per quanto buono e spesso davvero sfizioso, è un bluff.
I francesi pranzano spessissimo fuori casa,e cucinano quasi niente. Nelle loro case lo spazio dedicato alla cucina in quanto stanza, è spesso ridicolo. La diffusione dei piani di cottura a  sole due piastre è larghissima. 
I supermercati sono pieni di prodotti preconfezionati da cuocere prevalentemente a microonde.


I surgelati spopolano. E non illudetevi: il pain au chocolate che vi (ci) piace tanto,così come il croissant e orrore, pure la baguette, arrivano surgelati in panetteria o nei bistrot .
Le patatine sono surgelate.
Il moelleux au chocolat, il dolce più buono della galassia,è surgelato. La carne è spessissimo preconfezionata, anche e soprattutto in ristorante, perlomeno in quelli che posso frequentare io,quindi niente di supersofisticato, ma ho il dubbio che avvenga anche in locali più chic.

La verdura al mercato costa il triplo di quella del supermercato, quindi,al contrario di quello che succede da noi, spendere poco per mangiare sano e genuino è una roba infattibile,senza parlare della produzione biologica, che è innavicinabile- d'altronde,ieri ho comprato quattro fichi dal mio verduraio preferito, quello che ha dei prodotti che sembrano leggermente più naturali; non di più di quattro, perchè costano 9 Euro e 95 al chilo, e notare che siamo in stagione.

I francesi che vedo io si scassano di bibite gassate e stranezze chimiche (non i turisti,che la baggianata culinaria fa parte del pacchetto. Io parlo di quelli stanziali). Non si preparano un piatto fresco neanche a puntargli una pistola alla tempia. 

Mettono tantissimo zucchero e burro dovunque, e si vede, perchè quelle signore francesi magre e segaligne che popolavano il mio immaginario,non esistono più.
Anzi, ci sono un sacco di obesi, e all'apparenza non ne sono nemmeno granchè impensieriti.
Io però non mollo. Nonostante senta la mancanza della mia cucina grande, bella, perfetta come un laboratorio d'alchimia, nella nuova casina avrò un VERO forno (e due piastre, appunto), e persino circa cinquanta centimetri di piano d'appoggio. Troverò il posto alla centrifuga,al setaccio,al passaverdure, e anche alla spianatoia in legno.
Poi mi arresteranno per attività sovversiva.

p.s. Buon Ferragosto! Io andrò a trovare un'amica fuggita in campagna dalla grande città, a salutare lei e il suo orto sinergico. Voi che farete?

giovedì 2 agosto 2012

Fairytale

Uno dei tratti classici del mio carattere è quello di non demordere davanti ai piccoli fallimenti,alle risposte negative; anzi, l'ostacolo spesso mi fa da carburante e così, dopo aver subito una lunghissima serie di calci nelle gengive, di delusioni ,di arrabbiature e frustrazioni, alla fine ho vinto io.


Un po' come nella favola di Riccidoro e i tre Orsi, la piccola e solitaria emigrante ha incontrato il suo nuovo padrone di casa, 
il Signor Fiordipisello (si chiama cosi' per davvero, Monsieur La Fleur du Pois ) e la 
sua nuova casetta, con tanto di imposte azzurre,giardinetto non personale ma comunque condiviso, camerina da letto sul mezzanino, minibagno, miniarmadio, miniminicucina, e, soprattutto, minicanone d'affitto. 


E' pur sempre un cifrone, ma, considerando ciò che ho sentito e visto, alla fine m'è andata persino di lusso. Finalmente i pelosetti potranno sgambare un pochino: la scala che collega il minisoggiorno con la minicamera è sufficientemente ripida per divertirsi davvero, e mi sa che  la relativa altezza del soppalco permetterà qualche apprezzabile numero da circo.
Non posso fornire ulteriori particolari perchè il mio ingresso trionfale in cotanta dimora è previsto a settembre, ma mi riprometto di postare un po' di foto,così da coinvolgervi nel mio entusiasmo - che se penso a casa mia a Torino,mi cascano tutti i capelli, ma relativizzare è importante,direi vitale.

domenica 15 luglio 2012

Liberté,egalité, e soprattutto fraternité

Ultimamente bazzico vari blog di italiani  trasferiti in Francia, per cercare di capire qualcosa di più dell'amministrazione gallica.
Uno di questi,  Italiani Pocket, mi è particolarmente utile perchè dà una serie di informazioni  che, dal momento che quaggiù non ho amici - il mio collega è italiano e vive a Ventimiglia - mi sarebbero impossibili da reperire. 
Lo stesso blog mi racconta anche delle tre fasi dalle quali inesorabilmente passa un italiano in Francia e cioè innamoramento,disillusione e infine, a volte, amore.
Io sono decisamente nella seconda fase. Sto cercando casa, e mi fanno vedere i sorci verdi tra richieste di garanzia per il pagamento dell'affitto, sguardi tra il compassionevole e il sarcastico da parte degli agenti immobiliari che respingono le mie "modeste" entrate - qua vige una legge per la quale l'affitto massimo che si può pagare è un terzo del proprio reddito - proponendomi alternativamente tuguri  e buchi di un metro quadro più grandi di quello in cui vivo ora, e spacciandomi per deux pièces soppalchi,cucine di 90 centimetri di lunghezza, cessi ammuffiti e chi più ne ha più ne metta a prezzi oggettivamente impossibili.
"Eh mais madame, le provvigioni non contano, non importa il totale della sua busta paga, lei è célibataire e nessuno garantisce il suo reddito, non ha dei genitori? Ah vivono in Italia, allora non vale, désolé..."
Il leggero disappunto col quale mi congedo viene probabilmente letto come spocchia, ma sinceramente ci sono situazioni che non possono essere accettate.
Naturalmente, dato che non so come girarmi, in questi giorni i miei problemi dentistici si sono fatti pressanti, e la ricerca di un medico è stata dettata più che altro dal caso. 
Questo dentista è relativamente giovane e molto competente, ma simpatico come un mal di pancia. Non mi spiega nulla di come funziona la sanità,e dopo avermi fatto un preventivo da svariate migliaia di euro (sicuramente dovute,per carità) alla mia espressione desolata non fa altro che rimandarmi al servizio ospedaliero,con quell'atteggiamento scostante e anche un po' di schifo che mi fa venir voglia di tirargli un uppercut. 
Alza il soppracciglio e mi dice "ma lei non ha un'assicurazione??" No, non ce l'ho,deficiente, perchè non so come funziona l'ambaradan, ma adesso che me l'hai tuo malgrado suggerito, andrò a informarmi, e abbi pazienza se non sapevo nemmeno che alcune cure le passa automaticamente il Servizio Sanitario Nazionale, a casa mia funziona diversamente. Ti aspetto però in qualsiasi ufficio pubblico il malaugurato giorno che fossi obbligato ad emigrare, e prova a farmi qualunque domanda.
Vado a fare l'abbonamento del pullman, e quelli mi guardano come se fossi uscita dall'uovo il giorno prima, perchè mi sono permessa di chiedere quali sono i documenti da produrre per averlo.
Tremo per il giorno in cui dovrò ri-immatricolare la macchina.


Noi Italiani saremo pure dei morti di fame, ma nonostante tutte le nostre mancanze siamo tanto, ma tanto più accoglienti con gli stranieri, altrimenti non ci sarebbe motivo per spiegare il successo di legioni di Belén.

sabato 30 giugno 2012

Triplo carpiato

Adesso viene il difficile.
Sì, è tutto molto bello, anzi così bello che alla fine devo  saltare il fosso, smettere di far finta di niente,di  allontanare il momento: affittare la mia casa a Torino.

Sarò ridicola, sentimentale, quello che volete: ma la mia casa è stata la mia ostrica per molti anni,una specie di prolungamento di me.

 E' stata la concretizzazione della mia "nuova vita - episodio 3", il raggiungimento di una nuova stabilità, una dichiarazione formale di indipendenza (ci sono state almeno un paio di altre vite precedenti, e tutto ciò senza mai essere morta).

domenica 17 giugno 2012

L'ombelico del mondo

Seduta sul minibalcone della minicasa,davanti ad un trionfale tramonto sul mare, mi concedo un accompagnamento musicale adeguato e rifletto sulla particolarità del posto in cui mi trovo.


A pochi metri da qui, al civico 167, abitava Isadora Duncan, ridotta sì in miseria, ma ancora gaudente: lungo questa strada andò a farsi il giretto che le fu fatale,sulla macchinona resa in prestito dal suo amante garagista e muscoloso (ufficialmente lei stava con un Mr.Singer,quelli delle macchine da cucire).



Rue de France era parte della RN7, la gloriosa strada che, fino all'inaugurazione dell'autostrada A7/A8 nei primi anni '50, portava i parigini in vacanza, dopo 900 km di sobbalzi e fermate ogni 250 chilometri circa, in succulenti bistrot . Si racconta che un belga, fermatosi presso un distributore per chiedere lumi sullo strano rumore che proveniva forse dal suo motore, si sia sentito rispondere "Mais non, mossieur...sono le cicale".
C'è un movimento di commercianti che richiede a gran voce di dare dignità a questa strada antica, voluta, come al solito,da un romano de Roma, certo Marcus Vipsanius Agrippa, esattamente come è stato fatto per la madre di tutte le routes
la 66.


Se guardo a sinistra dal minibalcone, intravedo la cupola del Negresco, costruito da un violinista tzigano, certo Monsieur Negrescu, rumeno avventuroso che francesizzò il suo cognome e creò un mito sul terreno di un convento abbandonato. Buffo karma....


Più in là, il Cap Ferrat, dove miliardi di artisti, da Matisse in giù, hanno passato qualche periodo di vacanza, fino al sentiero di Nietzsche, su per Eze village (che però non posso vedere di qua, è già troppo lontano). C'è un richiamo a questo paesaggio in "Così parlò Zarathustra".


A destra, il Cap d'Antibes, col suo faro e le sue ville strepitose, e appena prima Vallauris, bon refuge di un certo signor Picasso (c'è pure un museo contenente delle pitture su vaso realizzate dal buon Pablo,in vena di sperimentazione).


Se la luce che c'è qui ispira me, povera scribacchina dilettante, figuriamoci gli artisti veri...

venerdì 1 giugno 2012

plaisirs gourmands

Come non inaugurare una piccola sezione di ricettine indigene? I Galli hanno molti difetti, ma sanno cucinare,per Belenos!


Clafoutis chèvre-zucchine-pomodori


ingredienti per 4 persone       
200g di formaggio di capra fresco
1 piccola zucchina
12/15 pomodorini ciliegina
1 mazzetto di erba cipollina
3 uova
3 cucchiai di farina 
una grattatina abbondante di noce moscata
due pizzichi di cannella in polvere
burro per la teglia


 Circa un'oretta prima di mangiare: imburrate la teglia che conterrà la preparazione,scaldate il forno a circa 180°. Lavate i pomodorini, la zucchina e l'erba cipollina. Tagliate a metà i pomodori. Grattugiate a julienne la zucchina. Tagliate l'erba cipollina.
Dividete il formaggio di capra e  disponetelo irregolarmente nella teglia imburrata. Disponete sopra al formaggio i pomodorini con la parte carnosa verso l'alto. Spargete la julienne di zucchina,insaporite con l'erba cipollina.
In una terrina, battete le uova con la forchetta e incorporate la farina. Aggiungete la noce moscata,la cannella,salate e pepate.
Versate delicatamente il composto nel piatto.
Infornate e lasciate cuocere per circa 30 minuti: la parte liquida deve essere ben rappresa.
Lasciate intiepidire,gnam.
                                   




lunedì 21 maggio 2012

SPQF



Non so se anche voi,come me,abbiate passato un'infanzia letteralmente immersi nei fumetti.
Mio padre era (è) un grande lettore e conoscitore di comics, e in casa era abituale avere sottomano sia giornalini adatti a me,quali il solito Topolino (col quale, a suon di versi onomatopeici,ho imparato una quantità di verbi inglesi),ma anche Linus, Il Mago, Storie del West, Lucky Luke e vari altri di cui ho perso memoria.
I miei amici erano senz'altro il Commissario Basettoni,Paperino, Pippo eccetera, ma anche Pogo, Blondie e Dagoberto, Beetle Bailey,il Mago Wiz, Fearless Fosdick, Peanuts, Lil'Abner, Alan Ford...e Astérix (ero una ragazzina un tantino bizzarra,per la media).
La suora che ci insegnava storia alle elementari restò scioccata per anni, quando spiegando fatti e misfatti a proposito di Giulio Cesare,assedi, guerre e così via, la sottoscritta se ne uscì con un “...e Alesia??? Vogliamo parlare di Alesia??” invocando così la disfatta dei Galli,quando Vercingetorige venne sconfitto ad Alesia nel 52 a.C ,fatto prigioniero e portato a Roma in catene,come si può leggere benissimo nell'albo “Astérix e gli Arverni”. 
Non citai alla suorina la mia fonte - un po' freak ma senza dubbio attendibile: sospetto che non avrebbe né capito né apprezzato.

venerdì 11 maggio 2012

Addicted to rock


Stasera sono in vena di filosofia..sarà la splendida luce del crepuscolo alla fine di una giornata finalmente quasi estiva,dopo tutto il maltempo!
Vi spiego qual è lo scenario classico. Finisco di lavorare attorno alle 19, faccio una capatina alla superette vicino a casa per comprare quello che mi manca - ah! Che grande tragedia il frigo sottopiano, quello che,appunto,è sotto il piano di lavoro della cucina. Non ci sta un tubo, non c'è ombra di congelatore – e poi mi avvio verso il mio appartamentino.
A forza di fare, ho trasformato questa stanza in qualcosa di lontanamente simile a una casa. Orologio a muro preferito,tappeto,portafrutta,qualche libro e soprattutto,stereo.
Mi sintonizzo su RFM dove passano musica dagli anni 80 ad oggi, con poca pubblicità. La musica francese domina,ovviamente, e per lo più si tratta di roba corrente,tormentoni da radio; per fortuna però,dato che negli anni 80 i francesi stavano ancora a Sylvie Vartan e Gibert Bécaud (massimo rispetto, per carità:solo un tantino pesanti), i pezzi scelti per quegli anni sono i miei pezzi: U2,Police, Depeche Mode, Clash, Ultravox;ma anche Earth Wind and Fire, Barry White, Diana Ross, Michael Jackson, Steely Dan. 
Bella roba,insomma.
Così,presa da questo revival, dopo cena,di solito mi faccio trascinare e metto su i miei cd mentre giochicchio sul portatile.
Stasera,decido per il mio gruppo stracult e metto su l'album che preferisco - per i curiosi e i cultori, Seventeen Secondse come sempre mi accade quando ascolto questo album ( hmmm...rimane un album anche se non è più un vinile?),incomincio a fare milioni di associazioni di idee.

Fuori dalla finestra splende un'incandescente falcetta di luna,che però brilla sulle colline e non sul mare,cosa che mi fa pensare che fra due o tre mesi invece sarà, e visualizzo la meravigliosa bava di luce brillante sulla distesa d'acqua nera,che rimane sempre la mia immagine mentale preferita.



Questo mi fa pensare all'estate e alle serate in spiaggia, che mi fa pensare che questo mio gruppo preferito fa sempre 
concerti in Provenza, o quanto meno nel Sud della Francia,che mi fa pensare a quando ero giovane e venivo da queste parti in campeggio,dividendo la tenda e il cuore col mio grande amore, che mi fa pensare a quante volte sono venuta in questo paese, sempre in compagnia delle molte persone che ho amato, a quanta strada ho fatto, a quanta spero ne farò ancora,ai molti
errori ma anche alle vittorie, e che davvero l'esistenza è un Cerchio,che non si invecchia, non si muore,e ovunque si portino le proprie ossa quello che c'è
dentro di te è sempre profondamente parte di te, a prescindere dalle condizioni,dai posti, e che tu non puoi che essere una somma di tutto quello che sei stato, sei e sarai, e che potresti essere in Congo,in Bangladesh o in Antartide, ma tu 
sei sempre meravigliosamente tu.

Così come dicevano i Celti, i Buddisti, i Pellerossa e pure Yoda, la Forza è sempre con noi, e noi siamo Forza...il Cerchio è la Vita,la Morte,il Vuoto,lo Yin e lo Yang,la Madre Terra,il Sole,la Luna. la Donna...(Ffffffff...prendere fiato).
Mi gira un tantino la testa.

Meglio cambiare disco,questo qui mi fa sempre quest'effetto,e pure senza additivi aggiunti..

sabato 5 maggio 2012

Lavande et romarin


Io continuo a pizzicarmi il braccio per vedere un po' se sto sognando, e oggi mi sono fatta il braccio blu. Cosa c'è di meglio, in un'assolata e quasi calda mattina di primavera, mettersi un paio di quelle che io chiamo le “scarpebarche”, cioè le calzature più comode che posseggo, attraversare la strada e godersi un lungo e profondo respiro davanti al mare?

Lavanda e rosmarino sul bordo del balcone come primo abbozzo di ostacolo “erboristico” alle fughe dei pelosi: la meta della passeggiata è il Mercato dei Fiori, una delle locations più caratteristiche e colorate della Città Vecchia.

Quindi, gambe in spalla sulla Promenade des Anglais a godersi bambini e adulti a piedi ,in bici,sui pattini,sullo skate o su qualunque aggeggio munito di ruote possa portare in giro.

I galli hanno dovuto tagliare un po' di teste qualche secolo fa,è vero, ma ne è uscito il massimo del melting pot,del décontracté. Il poveraccio col riccone, la signora chic con il marito rasta, il minicane con l'omone, il vecchietto coi pantaloni alla zuava e la russa tutta vestita Chanel.
Tutti insieme, mescolati, tranquilli, dimentichi l'uno dell'altro, in un incredibile chissenefrega della forma, fatto che mi sottolinea quanto in Italia restiamo irrimediabilmente provinciali rispetto a questo, legati come siamo a mille etichette, classifiche, stime di appartenenza.

Nell'aria limpida di questa mattinata, mentre mi godo ogni singola molecola di iodio, ogni foglia di palma, ogni luccichio sul mare (ma anche ogni lato B di giovani e muscolosi podisti ...) arrivare al mercato e scegliere un paio di piantine in qualità di residente e non di turista mi aggiunge più o meno dieci anni di vita. Sapere che,almeno per un po' spero,potrò fare questo fino a quando sarò stufa è meglio di qualunque botox o lifting mai sperimentato. 

Gironzolo un po' nella città vecchia, mi infilo in qualche bottega,mi lego le mani per non comprare nulla, poi torno verso casa.
Scendo in spiaggia,dove qualche ristorantino supersciccoso dispone i tavoli all'aperto. Qualcuno si è seduto sulle pietroline e prende il sole,qualcuno medita ( e mi mette voglia di imitarlo il prima possibile..), un paio di cagnolini festeggiano la fine del cattivo tempo correndo a perdifiato.
Prendo un po' di pietre carine che mi servono per inventarmi un fermaporta e mi avvio. 
 Intanto penso a quale immenso regalo mi è stato fatto dall'universo.
Arriverà il momento,forse,in cui mi abituerò a tutto questo, ma credo proprio ci vorrà un po'...

martedì 1 maggio 2012

Tetris


Una pensa che andando a stare in Costa Azzurra non potrà mai fare il minimalista. Insomma, a 50 metri in linea d'aria da qui si vede la cupola del Negresco,altro che storie.
E invece quale migliore palestra di un appartamento di 23metri quadri,che in Italia probabilmente manco avrebbe l'abitabilità?

Abituata alle mie belle stanze,cucina,salotto,camera da letto,ingresso e balcone tutt'intorno, stare in questo miniposto è una bella sfida dal punto di vista della fisica e della penetrabilità dei corpi.

Ça va sans dire, intanto non c'è tv ,cosa che non mi turba più di tanto; più che altro non c'è forno,né lavatrice,né lavastoviglie (cosa incredibile in Francia,dove da tempo la mutazione della specie ha reso i Galli incapaci di lavare un piatto) ,né freezer,e nemmeno posto per metterceli. 
La prima cosa che si minimizza quindi è la varietà della mia cucina : niente pane né torte dolci o salate fatte in casa, così come verdure cotte a vapore in quantità e poi congelate. 
Immaginando vagamente una roba simile, mi sono portata la yogurtiera, che però è un piccolo lusso se penso che non posso cucinare il novanta per vento dei miei piatti forti.
Poi, caso quasi unico in tutta Nizza, il balcone è quasi inesistente, sebbene sia ottimamente servito da trampolino a Francine per precipitare al piano di sotto,ma sul quale non ci sta uno stendino degno del nome.
 Il capitolo lavaggio,dunque è il più tragico: posso lavare a mano le piccole cose,ma sicuramente non gli asciugamani e men che meno le lenzuola 
(questo significa che prossimamente uscirà un post sulle lavanderie automatiche) e tantomeno posso stenderle a garrire al venticello profumato della Provenza.

Tutte le sere e tutte le mattine eseguo un rito zen di vestizione e ritorno del divano letto, nel quale non è possibile lasciare la trapunta che va tolta, piegata in un modo specifico e incastrata a misura nell'armadio a muro a due ante,che da una parte contiene il boiler e dall'altra i miei (pochi) vestiti,le valigie una dentro l'altra, un po' di dispensa e una gigantesca quanto orribile  e inutile pignatta lasciata dall'inquilino precedente.
Tutta la biancheria di casa e personale,intimo,maglie,maglioni,parte delle pentole,posate,un po' di ferramenta - in senso stretto: chiodi, martello, avvitatore,pinze,filo elettrico,santo filo di rafia,forbici e così via - stanno in un buffet all'opposto dell'angolo cottura.

Il tetris si fa anche in abbondanza in tema di consumo:qui è tutto elettrico, riscaldamento ad aria e piastre da cucina comprese. La prima mattina passata qui, non ho potuto farmi il mio solito caffelatte a colazione: il cartoccio del suddetto latte è stato da me incautamente posto in frigo senza controllare, e tirato fuori quale cubo di ghiaccio perenne a causa della temperatura impostata al massimo dagli autoctoni. Manco la calotta polare è mai arrivata a quelle temperature.
In Francia l'energia costa poco,quindi i Galli ci vanno giù di brutto senza tema di contatori saltati, o argomenti di inquinamento o centrali nucleari che tengano.
Io,invece, che sono suscettibile in questo campo, se accendo le piastre per far da mangiare spengo il rechauffage; a meno che non debba leggere accendo un'italica lampadina a basso consumo, montata su lampada Ikea appositamente traslocata, al posto dell'alogena – peraltro unica fonte luminosa della stanza - e sto attenta all'acqua calda esattamente come faccio a casa, più che altro perchè non posso e non voglio mantenere in perenne tensione il boiler(vi risparmio la penosa telefonata fatta all'EDF per ottenere un contratto della luce in qualche lingua terrestre comprensibile).

Mozart e Francine non amano il tetris perchè non possono sgambare a caso nelle loro rincorse sfrenate. Il massimo che riescono a fare,a parte catapultarsi dal balcone, è saltare dal tavolo al divano passando sotto al divano e passeggiare nel piatto della doccia, a meno che, per rimediare, non si allenino ad eseguire un paio di giri della morte sul soffitto.
Se tanto mi dà tanto una di queste sere,tornando a casa dal lavoro, troverò senz'altro del pubblico pagante davanti alla porta di casa: venghino venghino siore e siori,,,

venerdì 27 aprile 2012

Quel pomeriggio di un giorno da cani

Allora...rieccomi!
E' stato lungo,difficile,complicato, ma alla fine sono riuscita ad ottenere sta famosa linea ADSL a casa; adesso che sono illimitatamente collegata al mondo, posso farvi arrivare i miei pensieri da quaggiù.
I miei due lettori sanno che mi sono trasferita - o meglio, sono emigrata - in Costa Azzurra,
 a loro e a tutti quelli che hanno tempo da perdere leggendomi  faccio arrivare le parole che ho scritto mentre aspettavo di condividerle con qualcuno.
Qui sotto trovate le mie impressioni, due giorni dopo l'arrivo.

Cominciamo ricordando che se c'è una roba che detesto fare è guidare. 
Il mio cervello si è sintonizzato sul “camminare-mode-on” dopo anni di guida frenetica, e ora, a causa di qualcosa che ha seriamente a che fare col mio vissuto psicologico, quando prendo l'auto è come se avessi preso la patente da tre giorni. Quindi capirai che goduria caricare la Clarabella abbattendo i sedili posteriori,trasportare un sacco di roba (poca,in verità,considerando la capienza,ma tutto è relativo),i pelosi,la mamma che ha lo specifico compito di chiacchierare distraendomi per soli trecentocinquanta chilometri. Mio padre mi precede con l'auto “ammiraglia” piena all'inverosimile e via,verso l'ignoto. Mai fatto un viaggio così lungo prima, tensione a mille,mani umidicce, panic on the motorway, crampetto tensivo sotto il piede dell'acceleratore. 

giovedì 26 aprile 2012

Finalement...

YESSSSSSSSS finalmente,siori e siore,sono in grado di vagare liberamente per il web.
Oh che bella sensazione.... 

martedì 14 febbraio 2012

Sliding doors


Sei lì tranquilla, nel tuo piccolo ritrovato tran tran,che non ti piace tanto, ma “bisogna fare di necessità virtù” e quindi “o mangi la minestra,o salti la finestra”. 
E dato che di finestre ne hai già saltate un bel po', e che ti sei pure incrinata qualche costolina che ti fa ancora abbastanza male, ti alzi tutte le mattine alle sette per andare a fare ottantamila telefonate a ottantamila persone che per un buon tre quarti ti manderanno più o meno cortesemente a stendere. 

Il quarto rimasto ti darà la sensazione di essere ancora un essere umano che comunica col modo esterno, anche se in effetti ciò che comunichi è quanto mai staccato dalla tua realtà,anzi da qualunque realtà,visto che il tuo posto in quel progetto è fine a se stesso. 

venerdì 3 febbraio 2012

Confusa e felice?

Non sono morta,eh!
E' che in questi giorni, come mi faceva notare l'oroscopo, dopo due anni di maligna influenza, Saturno non è più contro e qualche altro pianeta,non so più quale, si sta occupando di scompigliare la mia vita. 
Quindi sto seguendo quell'onda che potrebbe portare a qualcosa di variamente diverso....Sono distratta da questi eventi,e perciò non tanto lucida,non tanto presente, anzi molto confusa,spaventata, indecisa, ma anche attratta da un grande cambiamento.


Mi sento come quando si fa un tuffo dal trampolino e non si è tanto sicuri che si arriverà in acqua con eleganza, se non addirittura di pancia.
Per ora non vi anticipo niente per scaramanzia - perchè "non è vero, ma ci credo".


Se tutto va come deve andare,aspettatevi qualche spin-off all'interno del Rapanello.....

mercoledì 11 gennaio 2012

Anch'io sui saldi


Leggere nei blog delle altre minime i commenti che trattano di saldi e affini mi fa tirare un sospiro di sollievo. Avevo pensato, per circa un nanosecondo, di avere contratto qualche malattia aliena. Credevo che il fatto di non aver mai amato particolarmente l'andare a ficcarmi in un centro commerciale - attività che mi fa ribrezzo durante l'anno in generale – piuttosto che in un flusso di persone compatto al limite della compenetrazione fisica, picchiando il primo malcapitato per accaparrarmi una roba che probabilmente non userò mai, fosse un mio serio problema. 

In verità mi preoccupavo di più per la mia vecchia abitudine di far seguire il più possibile il fare al dire : mi sembra adeguato,dopo aver dichiarato questa mia avversione verso lo shopping compulsivo da saldi,non andare a comprare. Però anche voi avrete notato che, se chiedete a chiunque - o quanto meno a molti,- nessuno va veramente a spellarsi in giro per i saldi.