sabato 20 ottobre 2012

Taglia e cuci

Ho passato il weekend scorso a fare uno di quei decluttering selvaggi che mi permetteranno di essere in credito  per almeno 6 anni,cosa che non sarà,perchè la casetta scoppia,e già ha bisogno di essere alleggerita.
In realtà è stato più di un decluttering: ho svuotato definitivamente casa mia per permettere ai ragazzi che hanno preso in affitto l'appartamento di cominciare a fare i lavori e portare le loro cose.
Sono partita calma,fredda e molto zen: scatole di cartone divise per stanza e contenuto,questo sì,questo no,questo cantina,questo Nizza. 
Ho finito due giorni dopo,senza avere fatto un passo in più fuori dal mio isolato,salvo che per la firma del contratto d'affitto. Distrutta. 
Pezzi della mia vita nella poubelle: mica potevo portarmi via tutti i miei disegni di quando avevo tre anni, le collezioni intere (mai più aperte) di Meridiani -ho salvato giusto San Francisco, perchè mi sono giurata che entro i 50 anni ci devo andare - le matite,i pastelli, le pietre tutte bianche,quelle solo grigie,milioni di borse di carta,ma anche pacchi di biglietti d'auguri,foto,videocassette,borse e quant'altro. 
Ad un certo punto ho avuto la sensazione di resettare 40 anni di vita,di esperienze,di ricordi, e solo l'intervento affettuoso di mio padre mi ha salvato dal crollo psicologico "..è un'altra vita quella che cominci".

Strano ma vero, si vede che mi ci voleva solo quella parola tenera ,perchè ho incominciato a considerare la mia casetta nizzarda "casa mia",e a lasciare andare tutto quello che evidentemente doveva rimanere indietro.
Più volte ho sentito dire da altri "emigranti" che alla fine non si appartiene più al proprio passato,ma nemmeno granchè al proprio presente,dove non c'è stato il tempo di sedimentare quello che ci fa sentire parte di qualcosa,dove creare dei legami diventa un'azione consapevole e conscia, e tutte le azioni che si compiono sono volute e cercate.
Però mi sento in grado di accettare la sfida,almeno fino a nuovo crollo mentale.


Da questa settimana sono psicologicamente nizzarda, e burocraticamente lo sarò quando riceverò l'iscrizione all'albo dei residenti all'estero e la targa della macchina con lo stemmino della Provence-Alpes-Cote d'Azur, fino a quando non mi capiterà di dover ricominciare tutto da capo magari in Inghilterra,in America,o che  so? ancora in Italia.
Sono o no la ragazza con la valigia?

4 commenti:

  1. Coraggio! buona nuova vita per te! anche un po' di invidia, non mi dispiacerebbe la Costa Azzurra!

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    1. grazie!e benvenuta....guarda,il proverbio"non è tutto oro..." si attaglia benissimo alla Cote!

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  2. Il passato è un'illusione, siamo noi che attraverso la nostra memoria lo rendiamo vivo, e tramite la nostalgia ne rimaniamo legati....dobbiamo renderci conto che la realtà del momento è solo ciò che stiamo vivendo nel presente. Le "noi" del passato non esistono più...e non torneranno più. Un bacio da una terribile nostalgica.
    Simo

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    1. Cara Simo...qui e ora,è quello in cui credo,o almeno ci provo,tra bassi(molti) e alti(alcuni).Grazie:detto da te,ha ancora più senso <3

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