sabato 6 ottobre 2012

La ragazza con la valigia

Ancora un piccolo sforzo, e poi potrò finalmente considerare chiuso, almeno per quest'anno - e spero un po' più a lungo -il capitolo traslochi/spostamenti di robe/camioncini/infornate di qualsiasi cosa sulla seicento.

La prossima settimana mi attende la prova delle prove: conoscere i prossimi inquilini della mia casa torinese, firmare un contratto di affitto,segno per me inequivocabile di (mio) non-ritorno, perlomeno a breve,cosa che mi fa ancora un po' impressione, nonostante non abbia nessuna intenzione di rientrare.
Quindi, tour de force per svuotare definitivamente armadi e armadietti, conseguente riempimento a tappo di tutte le cantine disponibili e anche parziale sgombero di un garage per far stare il tutto.
Nonostante abbia eliminato, regalato, venduto,fatto cadere a pioggia da un aereo tutto quello che potevo,è sconcertante quanta roba contenga una casa abitata da un solo essere umano, neanche tanto consumista per la verità.
Da qui, il giuramento solenne di non comprare mai più nella vita nulla che non possa essere contenuto in un piccolo camioncino: niente armadi settemila ante, cucine a "zeta",soprammobili, milioni di borse, di scarpe, di bicchieri, di tazze.
Voglio potere essere libera di spostarmi senza che diventi una infinita sequenza di scatole,mal di schiena,imballaggi e svenimenti alle tre di notte causa stanchezza. Mi piacerebbe, come qualcuno, poter infilare tutti i miei averi in una valigia: non è possibile,evidentemente, ma voglio mettere l'asticella in alto come allenamento.
In questo senso, non ho comprato un armadio, ma solo una struttura metallica. Poco spazio= pochi vestiti= pochi acquisti compulsivi di giacche viola ma taaaanto carine....

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