domenica 15 luglio 2012

Liberté,egalité, e soprattutto fraternité

Ultimamente bazzico vari blog di italiani  trasferiti in Francia, per cercare di capire qualcosa di più dell'amministrazione gallica.
Uno di questi,  Italiani Pocket, mi è particolarmente utile perchè dà una serie di informazioni  che, dal momento che quaggiù non ho amici - il mio collega è italiano e vive a Ventimiglia - mi sarebbero impossibili da reperire. 
Lo stesso blog mi racconta anche delle tre fasi dalle quali inesorabilmente passa un italiano in Francia e cioè innamoramento,disillusione e infine, a volte, amore.
Io sono decisamente nella seconda fase. Sto cercando casa, e mi fanno vedere i sorci verdi tra richieste di garanzia per il pagamento dell'affitto, sguardi tra il compassionevole e il sarcastico da parte degli agenti immobiliari che respingono le mie "modeste" entrate - qua vige una legge per la quale l'affitto massimo che si può pagare è un terzo del proprio reddito - proponendomi alternativamente tuguri  e buchi di un metro quadro più grandi di quello in cui vivo ora, e spacciandomi per deux pièces soppalchi,cucine di 90 centimetri di lunghezza, cessi ammuffiti e chi più ne ha più ne metta a prezzi oggettivamente impossibili.
"Eh mais madame, le provvigioni non contano, non importa il totale della sua busta paga, lei è célibataire e nessuno garantisce il suo reddito, non ha dei genitori? Ah vivono in Italia, allora non vale, désolé..."
Il leggero disappunto col quale mi congedo viene probabilmente letto come spocchia, ma sinceramente ci sono situazioni che non possono essere accettate.
Naturalmente, dato che non so come girarmi, in questi giorni i miei problemi dentistici si sono fatti pressanti, e la ricerca di un medico è stata dettata più che altro dal caso. 
Questo dentista è relativamente giovane e molto competente, ma simpatico come un mal di pancia. Non mi spiega nulla di come funziona la sanità,e dopo avermi fatto un preventivo da svariate migliaia di euro (sicuramente dovute,per carità) alla mia espressione desolata non fa altro che rimandarmi al servizio ospedaliero,con quell'atteggiamento scostante e anche un po' di schifo che mi fa venir voglia di tirargli un uppercut. 
Alza il soppracciglio e mi dice "ma lei non ha un'assicurazione??" No, non ce l'ho,deficiente, perchè non so come funziona l'ambaradan, ma adesso che me l'hai tuo malgrado suggerito, andrò a informarmi, e abbi pazienza se non sapevo nemmeno che alcune cure le passa automaticamente il Servizio Sanitario Nazionale, a casa mia funziona diversamente. Ti aspetto però in qualsiasi ufficio pubblico il malaugurato giorno che fossi obbligato ad emigrare, e prova a farmi qualunque domanda.
Vado a fare l'abbonamento del pullman, e quelli mi guardano come se fossi uscita dall'uovo il giorno prima, perchè mi sono permessa di chiedere quali sono i documenti da produrre per averlo.
Tremo per il giorno in cui dovrò ri-immatricolare la macchina.


Noi Italiani saremo pure dei morti di fame, ma nonostante tutte le nostre mancanze siamo tanto, ma tanto più accoglienti con gli stranieri, altrimenti non ci sarebbe motivo per spiegare il successo di legioni di Belén.