mercoledì 11 gennaio 2012

Anch'io sui saldi


Leggere nei blog delle altre minime i commenti che trattano di saldi e affini mi fa tirare un sospiro di sollievo. Avevo pensato, per circa un nanosecondo, di avere contratto qualche malattia aliena. Credevo che il fatto di non aver mai amato particolarmente l'andare a ficcarmi in un centro commerciale - attività che mi fa ribrezzo durante l'anno in generale – piuttosto che in un flusso di persone compatto al limite della compenetrazione fisica, picchiando il primo malcapitato per accaparrarmi una roba che probabilmente non userò mai, fosse un mio serio problema. 

In verità mi preoccupavo di più per la mia vecchia abitudine di far seguire il più possibile il fare al dire : mi sembra adeguato,dopo aver dichiarato questa mia avversione verso lo shopping compulsivo da saldi,non andare a comprare. Però anche voi avrete notato che, se chiedete a chiunque - o quanto meno a molti,- nessuno va veramente a spellarsi in giro per i saldi.


Quelli che vedete in giro sono tutti ologrammi di persone. Le folle nei centri cittadini sono un parto della mente.
Non ci sono camper fuori dagli outlet, è un effetto speciale messo lì dalla direzione commerciale per farvi venire voglia di leggere un libro. 
La coda di 4 chilometri allo svincolo di Serravalle che rischiai io diversi anni fa, non era vera. 
Era un'allucinazione data dall'ingestione di cioccolatini al peyote comprati all'Autogrill. Nel dubbio, decisi di non accodarmi e la gita si trasmutò in una visita all'Acquario di Genova. 
Tutti negano di avere fatto acquisti, anche se mentre glielo chiedete devono tenere con gli alluci le borse che prima tenevano in bocca e che hanno spostato per rispondervi.
E'incredibile: gli acquisti di generi alimentari calano,tutti sono in povertà, c'è crisi eccetera ma una borsa anche brutta, fuffosa e di colore improbabile non si nega a nessuno. 
“Ah io il bio non lo compro,costa troppo” disse una mia conoscente mentre cercava con nonchalance di farmi notare il suo pantalone extrafirmato, e magari pure tarocco a sua insaputa.
Per fortuna non ho mai contratto il virus della griffe: non nascondo però che un giretto per negozi in gennaio e in luglio lo faccio sempre. Magari non i primi tre giorni, non nei weekend, non alle quattro del pomeriggio. Di solito trovo pochino, un po' perchè in effetti non sono una fanatica dei guardaroba super mega accessoriati - ma per questo vaccino,devo dire grazie a mia mamma. La sua cabina armadio farebbe venire un attacco epilettico anche a Carrie Bradshaw – un po' perchè mi pare cretino spendere per un paio di scarpe o per una giacca cifre con le quali sto comodamente a Parigi quattro giorni,considerando anche le visite ai musei.

Però,come dicevo, un giretto ci sta, perchè a volte ho bisogno anch'io di qualcosa, o anche solo per il piacere di assecondare il fatto per il quale, in quanto donna, un paio di bave davanti a qualche vetrina ce la devo lasciare – ma perlopiù è il massimo che si possa ottenere da me.

Di solito, cerco capi di una semplicità disarmante tipo maglie di buon materiale di un colore solo,di linea facilmente abbinabile, gonne lunghe, giacconi sobri e sabaudi ma PER PIETA' non neri.
E non trovo. Le commesse, frastornate, cercano di convincermi,come se non lo sapessi, che il nero affina la figura, è sciccoso e sta bene con tutto.
E lo so. Ma ho passato gli anni dai 15 ai 35 rigorosamente in quel colore, e mò non lo sopporto più tanto. 
Allora in alternativa,mi offrono robe sberluccicose, con una manica sola,con tre colli, orli sghimbesci, fucsia con inserti argento e blu,leopardi, pantere e triccheballacche.

Loro non sanno che non serve. O il capo che chiedo,o niente. 
Ultimamente ululo solo di fronte a pignatte, robot multifunzione con sbattitore,pelatore e frullatore, sac à poches, teglie per muffin e via discorrendo. Povere.

4 commenti:

  1. XD povere commesse, davvero....io ormai le evito a priori, dico sempre "sto solo dando un'occhiata" perché tanto lo so che mi propinano roba che non metterei neanche morta (piuttosto esco in tuta)...io sono quella che va a cercare negli scaffali in fondo, quelli nascosti, nella speranza di trovare qualcosa che sia privo di scritte cretine del tipo "I'm a bitch" (anche fosse, non mi pare il caso di farci pubblicità), privo di manica a pipistrello, che quando cerco di infilarlo abbia un verso chiaramente riconoscibile (mica posso perdere 10 minuti al mattino per capire come funziona una maglietta no?) e senza abbinamenti di colori a dir poco arditi (fucsia e giallo, verde menta e rosso...)
    insomma...MISSION IMPOSSIBLE XD

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  2. lo so che sono noiosa, ma nessuno mi toglierà mai dalla mente che sia meglio avere poche robe ma intercambiabili...che poi "poche" è un concetto mooolto variabile pure per me ;-))

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  3. Sottoscrivo in pieno, anche io come yliharma dico sempre "sto solo dando un'occhiata"!! Non sopporto che cerchino in tutti i modi di trovare qualcosa che mi piace, ci deve essere per forza qualcosa che voglio la' in mezzo... E invece non c'e', care mie! Sono super-difficile nei gusti e devo trovare le cose da me. O meglio, amo le cose "normali", non l'ultima moda assurda! Pero' a me il nero piace, almeno per i capi base. Non so come farei in ufficio senza i miei pantaloni neri, ne ho 3 paia solo di quelli invernali :-) E anche il giaccone lungo simil-piumino e' nero. Sara' che non l'ho mai messo molto prima dei 25? :P

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  4. Sono d'accordo che il nero aiuta spesso, è sciccoso, "fa fine e non impegna".Anch'io ho delle robe nere, ovviamente; ma preferisco i colori di terra tipo il verde, l'arancione, il marrone,il beez (piemontese per beige)

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