giovedì 21 marzo 2013

Le chat botté

Quando mi trovo in una situazione che coinvolge molte persone, come la Foire de Nice, il piccolo antropologo che c'è in me non può fare a meno di osservare dettagli, atteggiamenti, dinamiche.

Questa volta, l'occhio si è posato su un particolare che per me racconta una gran quantità di cose: le scarpe.

Ragassi, che roba.

 
sarà polivinile o innocente plastica? mah.
I Galli,maestri sopraffini di couture, c'hanno delle scarpe inguardabili. A parte il paio di Louboutin tacco 12 che ho visto ai piedi di una gentile signorina - lascio da parte i pensieri sull'opportunità di indossare un paio di scarpe del genere a una fiera - tutti gli altri,hommes et femmes,indossavano delle robe da farmi rizzare l'italico pelo. Per non parlare di quelle degli uomini.  A punta, bicolori, lucide tipo prima comunione, grigio pantegana, marrone can che fugge,e sempre lunghe,luuuuunghissime. Signori miei, vi prego. Esiste, a soli 60 chilometri ad est,un Paese famoso nel mondo per la qualità e la bellezza delle sue calzature.Vi prego,visitatelo e ancor di più,compratevi lì le scarpucce sante.
Ah,mentre ci siete, fatevi fare dalla più scalcagnata sarta italiana orba da un occhio e senza due dita l'orlo dei pantaloni della giusta misura.

Grazie.


p.s. Mi scuso per la qualità delle foto,ma dovevo fare degli zoom assurdi,onde evitare domande,e ancor più risposte, imbarazzanti



a voi sembra normale,ma questo doveva essere almeno un 48




2 commenti: