sabato 1 marzo 2014

Tra genio e follia

Ammettiamolo, dai.

Monsieur Goude, lui sì che è geniale.
Non siamo tutti geni creativi, commentatori politici brillanti, artisti innovatori, scrittori evocativi.
E'impossibile che ognuno di noi nasconda un'incredibile complessità di pensiero, che tutti possiamo dare una svolta originale e vincente alla nostra vita,e che tutti troviamo il sacro graal della genialata che renderà la nostra esistenza bella, totalmente degna di essere vissuta, interessante,profonda, e anche lucrativa. Perchè è a quello che il trend generale ci spinge: scrivere il bestseller di successo, aprire l'attività più figa mai vista, diventare lo stilista,il fotografo,il pittore,il grafico, il blogger,l'imprenditore,lo sciatore, il mangiatore di fuoco più strepitoso e ispirante mai visto. 


Non è così. Perchè questo accada, bisogna avere talento. Che non è esattamente venduto al chilo al mercato. Include cultura e reale originalità, e anche quelle non le ho viste esposte in nessuna vetrina del centro, perlomeno non cultura e originalità vere, nel senso che di boiate passate per opere d'arte e per pozzi di saggezza ce n'è per tutti e anche di più, tante che ormai diventa quasi impossibile distinguere il vero talento dalla mistificazione perfetta.
Un bagno di ricerca dell'approvazione e del fatto di esistere. 
Bloggo,linko,"liko",dunque sono.

(Ok,è sicuramente un problema mio: non avrei mai potuto cogliere in nessun artista contemporaneo emergente - e poi emerso sul serio, penso a gente molto figa tipo Banksy, o Basquiat prima di diventare famosi - alcuna capacità: quello che non capisco, per me non c'è, non riesco a prenderlo seriamente nemmeno se me lo spiegano, come questo, per esempio. 
Esce dal campo di elettricità creata dai miei neuroni funzionanti.)

Io mi sento,invece, schiacciata dalla cosiddetta personalità vincente di cani e porci.  Dalla generale ipertrofia dell'ego contraffatta da talentuosità. Dalla mancanza di umiltà, delicatezza, intelligenza e cultura del tre quarti delle persone che incontro. Siamo tutti talmente spaventati dal futuro che l'unica àncora ci sembra centrarsi sulle nostre performances. 
Io stessa molte volte resto a pensare su cosa diavolo dovrei inventarmi, su cosa so veramente fare, su quale potrebbe essere il mio sogno per uscire dalla mediocrità della vita di tutti i giorni. Che son tutte cose importanti e bellissime, ma non lo sono più nel momento in cui il momento storico,la contingenza, la manipolazione mettono l'introspezione su un livello che non è il suo: una specie di panem et circenses del 2014 d.C.: guai a non essere più originale, più smart, più innovatore:la pena è il non essere nessuno.

A me piace Facebook, perchè mi consente, tramite i miei amici, di accedere a spunti e a idee che a me non verrebbero mai, da sola. Ma nello stesso tempo sono colpita dalla quantità di status che riportano bufale giornalistiche, cattiverie gratuite e frasi fatte banalissime come se fossero pensieri propri. 
Dalla falsità di molti "mi piace". Dall'untuosità generale degli apprezzamenti, o dalla violenza dei toni quando qualcosa "non piace".

Io scrivo su questo blog come su un diario, infatti ho tre lettori. 
Mi piacerebbe averne tantissimi,di seguaci,e  possedere un talento letterario enorme, ma mi rendo conto di non dire verità rivoluzionarie, di non proporre esempi di vita né brillanti né vincenti, di non sapere cogliere l'essenza delle cose in maniera originale e di scrivere con uno stile banale. 
Scrivo per me e per chi vuole leggermi, ma credo che, pubblicamente,lo farò sempre meno, almeno finchè non mi farà sentire di nuovo libera di essere incompetente e senza talento.

9 commenti:

  1. Secondo me lo hai detto, scrivi per te e per chi vuole leggerti. E questo ti dovrebbe far sentire libera di essere quello che sei. Quante persone ti seguono o ti leggono (sono sempre di più di quelle che si fanno vedere, comunque) non dovrebbe importare.
    Un caro saluto :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sai di avere il captcha attivato, vero? C'è una campagna in corso da tempo per togliere questa barriera all'accesso ai commenti :)

      Elimina
    2. Ciao Paola! si,lo so che ho il capcoso attivato :-)
      Spero di essermi spiegata.Non è che penso di scrivere meno perchè ho pochi lettori. Ci mancherebbe,non sono così tanto egocentrica :-) Devo solo un po' ritirarmi da una spinta alla genialità di massa e al presenzialismo "custa lon ca custa" - come si dice in Sabaudia "costi quel che costi". Se poi avete la pazienza di leggere i miei spropositi, siete dei tesori. Quasi quasi mi sembra di essere davvero intelligente :-D

      Elimina
  2. Io, io ti leggo e ti apprezzo! sono lontanissima dallo stile competitivo e di ricerca continua della performance, e mi piace come lo hai scritto.
    A presto,
    Paola (un'altra)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao,altra Paola! Grazie per avermi scritto. E'bello vedere che molte persone la pensano un po' come me. Fiori di campo di tutto il mondo,uniamoci! :-)

      Elimina
  3. In pieno stile social ti dico che mi piace questo post. Io ti leggo e anche se non scrivi spesso i tuoi post sono sempre interessanti e non è poca cosa. Ciao.

    RispondiElimina
  4. Grazie Margherita! E' vero, non scrivo spesso, ma preferisco raccontarvi delle cose quando ho immagazzinato e processato un po' di pensieri sparsi. E poi son pigra... :-)

    RispondiElimina
  5. Ho letto le prime righe di questo post quando è comparso nel mio feed reader e mi sono detta "no ferma, questo ti piacerà leggilo con calma" :D
    Avevo ragione ovviamente :D e te l'ho anche condiviso su Facebook, hai visto mai che fa riflettere qualcuno...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma grazie....in questi giorni tra l'altro ho letto numerosi status e post vari un po' in linea con quanto scrivo in questo post. Sarà la primavera, che ci ha fatto venire la noia di tutte ste primedonne?

      Elimina