martedì 2 luglio 2013

La Belle Verte e l'americano

Insidiosamente, decido di sottoporre al mio sweetheart americano il film che probabilmente tutti voi minimi avrete già visto, La Belle Verte

E'un  meraviglioso film del 1996 della regista e attrice francese Coline Serrault che parla di ambiente,di consapevolezza, di nuovi paradigmi con leggerezza e humour garbato,e secondo me vale la pena spenderci un'oretta di tempo.

Quindi,come dicevo,da vera serpe,decido di somministrare un po' di sana teoria decrescentista a uno che arriva da un paese dove tutto è "più", comprare è uno stile di vita,e i soldi un'ossessione travestita da cosiddetto necessario e imprescindibile successo personale.


 In più, covo un certo tipo di rancore verso l'atteggiamento etnocentrico a stelle e strisce, per cui già il solo fatto che il film sia in francese (ovviamente) sprona il mio prode alla ricerca isterica di un sito che appiccichi i sottotitoli in inglese a tutto l'ambaradan, gesto di cui si pentirà a breve, dato che gli verrà così decodificato chiaramente quanto sia idiota e fallimentare il sistema capitalistico per come si è evoluto in questi ultimi decenni, e che esista ben più di qualche pazza coi capelli rossi che non condivide affatto una discretissima parte dei suoi contenuti.

Io, con quest'uomo, non posso parlare di politica perchè dire che ci scontriamo frontalmente è solo un garbato eufemismo e questo film mi da' l'immensa soddisfazione, da una parte, di farlo star zitto per una volta. 
Dall'altra parte,invece, nel leggere il post relativo a questo stesso film sul suo blog che tratta di cinema, "Acting Madness",mi rendo conto di quanto sia intriso della sua cultura bulimica e autocompiacente. 

Quello che potete leggere ora in quel commento,cioè le due righe nelle quali si riconosce il fatto che esista una cosiddetta cultura consumistica, è opera mia: alla lettura originale del post ho commentato soavemente "...così la fai sembrare una commediola cretina e insulsa, ma effettivamente il film parla principalmente di consapevolezza, e tu forse non...". Malefica.
Attimo di spaesamento, correzione, ma alla fine non interiorizzazione del concetto.Esiste un continente, al di là dell'oceano Atlantico, nel quale un numero imprecisato ma suppongo consistente di persone crede nella crescita infinita, nella totale sudditanza alla tecnologia e alle carte di credito.
Esistono persone che non hanno mai avuto un dubbio sull'attuale modello economico, che non sanno che esiste una cosa come la decrescita e non capiscono le ragioni concrete del volere cambiare vita uscendo dal sistema     (per fare un esempio, Simone Perotti è un pazzo incosciente e destinato al fallimento).

Ma noi siamo lì per spiegarglielo,e se non capiranno,pas de soucis, noi la casa passiva in campagna con l'orto biodinamico ce la faremo comunque. 
E che non vengano a chiederci come si fa il pane in casa.

2 commenti:

  1. Strano popolo gli americani: sono il cattivo esempio mondiale a livello di consumismo e totale menefreghismo ambientale e poi "inventano" il minimalismo...bah!

    p.s.Ho visto solo ora che hai perso un amico peloso, mi dispiace tanto :(

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    1. ...e non ti dico il nervoso a ogni "You don't understand"..si che capisco porca paletta, sei tu che non riesci a entrare nella mentalità di un altro,convinto come sei che la tua sia l'unica valevole!!! Grrr...
      Purtroppo il mio angioletto peloso ha terminato il suo viaggio sulla Terra.se esiste il paradiso dei mici,lei sicuramente è là

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