martedì 28 maggio 2013

Vertigo

Mi chiedo: ma cosa deve fare una, per vivere in pace?
Dato per scontato che attualmente il milieu economico fa schifo,la gente è mediamente aggressiva e incattivita, le notizie dal mondo sono come minimo sconfortanti,che il male sembra dilagare dovunque, non posso che prendere atto del fallimento generale delle nostre vite di adulti,così come ce le prospettavano i nostri genitori.
Nessuna sicurezza,nè lavorativa,nè familiare,nè di stabilità economica. E'un frullatore,un ottovolante,una nave tra i flutti. 



Quasi tutti i miei amici,chi più chi meno attorno ai cinquant'anni come me, brancolano letteralmente,combattono giorno per giorno per non perdere la presa.
Troppo vecchi per ricostruirci completamente,troppo giovani per darsi per vinti,troppa esperienza per ricominciare con occhi di bambino, non ancora troppo mazziati per arrendersi.
Qualcuno si tiene stretto con caparbietà la sua ruota da criceto,qualcun altro zig-zaga tra le "bombe" e gli imprevisti, tutti cerchiamo una non meglio identificata via d'uscita.

Quaggiù,graziaddio c'è o' mare - o'sole no, piove sempre e fa un freddo puntuto -perchè la mia posizione lavorativa si sta facendo scricchiolante, e a me vien male a pensare di andare a cercare lavoro all'estero,in questo specifico estero,dove non c'è nessuna pietà per gli immigrati,nemmeno se sono trilingue e con gli occhi azzurri. 



Quindi giù a cercare opzioni b) c) e d) al piano B,che era quello,appunto, di togliersi dall'Italia - paese nel quale non si può rientrare,neanche volendo: a parte la terrificante crisi economica e politica che scoraggerebbe anche Winnie the Pooh, ho affittato casa mia. E no,dai miei non ci vado,questa volta no-no. La verità è che non pensavo di dovermi ri-ri-ri-inventare così in fretta, e in realtà non ho nemmeno mai davvero pensato di tornare.
Però diciamocelo pure, c'ho anche un po' di nausea a forza di rimettere mano alle mie esperienze,capacità e skills...altro che karma pesante,questa è una galera senza fine !!!
Mettiamola così ,però: già stavo ricominciando a sentirmi prigioniera del meccanismo, ed ecco che si ripresenta in tutta la sua terrificante bellezza la visione del futuro perfettamente sconosciuto,tutto da scrivere..  
Dov'è che ho letto "Attento a quel che chiedi,potresti ottenerlo"? Ecco, appunto.

4 commenti:

  1. Questo post mi lascia a metà tra il "poverina, di nuovo??!" e il "però, che bella occasione di cambiamento...".
    Forse siamo destinati a vivere così, sempre in bilico tra la paura di perdere tutto e l'euforia di reinventarsi. E magari non è neanche una cosa così brutta, se la prendiamo accettando che esiste solo il presente e gustando ogni momento.
    Potrebbe adirittura insegnarci a vivere meglio dei nostri genitori, che avevano molte più sicurezze ma forse avevano più paura di perderle...
    In bocca al lupo!

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  2. Mah,i miei non avevano, alla mia età, nessun timore di perdere niente. Diciamo che hanno fatto parte dell'unica generazione che ha potuto sostanzialmente fare progetti, e più o meno vederli realizzati. Noi baby-boomers, al contrario,non siamo granchè pronti a vivere diversamente da come abbiamo fatto per più di metà della nostra vita,parlando in generale.
    Per me, in particolare,in questo momento la vivo un po' come grande rottura di scatole, e un po' d'angoscia,se devo essere sincera. Ma conoscendomi, passerà :-)

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  3. il mondo e' in bilico … e noi che ci siamo sopra a volte scivoliamo, perdiamo l'equilibrio
    a volte siamo maledettamente stanchi, ma altre volte … ci rialziamo!
    e' un mondo che cambia veloce
    e volte anche a me mancano le energie per stargli dietro
    forse il segreto e' non fermarsi …
    un abbraccio dalla lontana Australia,
    paese di immigrati anche questo …
    a presto
    antonia

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    1. Grazie Antonia....accipicchia ,altro che storie,Australia addirittura...Sai cosa? a volte non distinguo più se andare sempre avanti significhi coraggio o paura. La scelta, è comunque, di continuare a respirare, quindi andare avanti

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