giovedì 5 dicembre 2013

Dubbio atroce

Ne ho letto un sacco. 
Mi ci sono applicata,l'ho studiato, mi son comprata il concetto, l'ho messo in pratica. 
Giornali specializzati, eminenti psicologi, counselors,naturopati, giornaliste impegnate,antropologhe me lo hanno ripetuto spesso: le donne ce l'hanno nel codice genetico, o forse,se non ce l'hanno, per sopravvivere di questi tempi devono necessariamente dotarsene. 
Il multitasking,dico. 
E non vi voglio annoiare ripetendo un dogma che conosce anche il mio gatto: una donna deve per forza saper fare bene ottantatrè cose insieme; nasce già programmata "moglie-madre-sorella-amica-amante" e possibilmente anche donna di successo,o perlomeno di buon livello, oltre che splendida regina della casa e madre luminosa; e pure noi ragazze se non siamo così ci viene la sindrome della Donna Debole, e quindi giù a farsi un mazzo enorme.
Però. 

Sarà che il mio lato maschile negli ultimi tempi ha il sopravvento, o sarà che sono ahimé predisposta geneticamente alle malattie neurodegenerative, o  sto solo un po' invecchiando e dunque mi sto rimbambendo, ma insomma, se faccio bene attenzione, se lo guardo spassionatamente e senza alibi, direi che il mio cervello possiede non più di quattro/cinque neuroni. 
Facciamo sei,dai. 

Io non riesco più - o forse non ci sono mai riuscita, ma con tutta la letteratura di cui sopra,insomma - a fare più di due cose per volta e a pensare a più di un concetto, profondo o meno.
Se guardo bene la mia vita,in effetti, tutto questo viene da lontano: se studiavo e facevo sport "non mi impegnavo abbastanza per eccellere", in nessuno dei due campi. 
Da donna sposata, facevo bene il mio lavoro, e non granchè la moglie (o viceversa, intercambiabili). Figli, per carità, non avrei mai potuto aggiungere un terzo motivo di stress.

Poi,soprattutto negli ultimi tempi, scopro dalle mie attività meditative e dai maestri filosofi e spirituali  che bazzico, che sostanzialmente ci si dovrebbe impegnare in una cosa alla volta per farla bene. Proverbi conosciutissimi ma seppelliti sotto alla massa di rappresentazioni della Donna Onnipotente che ci viene giornalmente servita, mi lampeggiano davanti agli occhi.
"Quando mangi mangia, quando dormi dormi".

Sempre più spesso,nei discorsi delle mie amiche e delle donne che mi stanno vicine, noto una stanchezza, un occhietto crepato alla Wile E. Coyote, un bisogno di poter finalmente fare outing permettendosi di non essere alla maledetta altezza. Altezza di che, poi? Sarà che, stando come al solito in una situazione di presente sconosciuto, di reiterata insicurezza, di navigazione a vista, il mio cervello incomincia a plasmarsi su nuove forme. 
I sei neuroni,appunto. 

Che non reggono più la richiesta di utilizzo di un settimo; il sistema va in crash, devo dormire ottantadue ore per riprendermi, e al risveglio mi è necessaria una passeggiata nella natura,vicino al mare, di almeno tre chilometri per resettare il tutto e partire da zero, facendo e pensando una cosa alla volta.
  
Sinceramente, detto in tutta umiltà, questa faccenda del multitasking a me me pare una st.... (cito, ma non mi ricordo più chi. Visto?).
Sarò grave? Forse fa solo parte di un downshifting cerebrale,sperando di non rallentare ulteriormente, che altrimenti diventa preoccupante e difficile da gestire, da sola. 
Avviso ai naviganti: se mi vedete immobile in piedi, con la testa contro un albero, è venuto il momento di farmi ricoverare.

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