Ultimamente bazzico vari blog di italiani trasferiti in Francia, per cercare di capire qualcosa di più dell'amministrazione gallica.
Uno di questi, Italiani Pocket, mi è particolarmente utile perchè dà una serie di informazioni che, dal momento che quaggiù non ho amici - il mio collega è italiano e vive a Ventimiglia - mi sarebbero impossibili da reperire.
Lo stesso blog mi racconta anche delle tre fasi dalle quali inesorabilmente passa un italiano in Francia e cioè innamoramento,disillusione e infine, a volte, amore.
Io sono decisamente nella seconda fase. Sto cercando casa, e mi fanno vedere i sorci verdi tra richieste di garanzia per il pagamento dell'affitto, sguardi tra il compassionevole e il sarcastico da parte degli agenti immobiliari che respingono le mie "modeste" entrate - qua vige una legge per la quale l'affitto massimo che si può pagare è un terzo del proprio reddito - proponendomi alternativamente tuguri e buchi di un metro quadro più grandi di quello in cui vivo ora, e spacciandomi per deux pièces soppalchi,cucine di 90 centimetri di lunghezza, cessi ammuffiti e chi più ne ha più ne metta a prezzi oggettivamente impossibili.
"Eh mais madame, le provvigioni non contano, non importa il totale della sua busta paga, lei è célibataire e nessuno garantisce il suo reddito, non ha dei genitori? Ah vivono in Italia, allora non vale, désolé..."
Il leggero disappunto col quale mi congedo viene probabilmente letto come spocchia, ma sinceramente ci sono situazioni che non possono essere accettate.
Naturalmente, dato che non so come girarmi, in questi giorni i miei problemi dentistici si sono fatti pressanti, e la ricerca di un medico è stata dettata più che altro dal caso.
Questo dentista è relativamente giovane e molto competente, ma simpatico come un mal di pancia. Non mi spiega nulla di come funziona la sanità,e dopo avermi fatto un preventivo da svariate migliaia di euro (sicuramente dovute,per carità) alla mia espressione desolata non fa altro che rimandarmi al servizio ospedaliero,con quell'atteggiamento scostante e anche un po' di schifo che mi fa venir voglia di tirargli un uppercut.
Alza il soppracciglio e mi dice "ma lei non ha un'assicurazione??" No, non ce l'ho,deficiente, perchè non so come funziona l'ambaradan, ma adesso che me l'hai tuo malgrado suggerito, andrò a informarmi, e abbi pazienza se non sapevo nemmeno che alcune cure le passa automaticamente il Servizio Sanitario Nazionale, a casa mia funziona diversamente. Ti aspetto però in qualsiasi ufficio pubblico il malaugurato giorno che fossi obbligato ad emigrare, e prova a farmi qualunque domanda.
Vado a fare l'abbonamento del pullman, e quelli mi guardano come se fossi uscita dall'uovo il giorno prima, perchè mi sono permessa di chiedere quali sono i documenti da produrre per averlo.
Tremo per il giorno in cui dovrò ri-immatricolare la macchina.
Noi Italiani saremo pure dei morti di fame, ma nonostante tutte le nostre mancanze siamo tanto, ma tanto più accoglienti con gli stranieri, altrimenti non ci sarebbe motivo per spiegare il successo di legioni di Belén.
Pensieri, appunti, progetti,molte divagazioni seguendo un rigoroso percorso arruffato e a zig zag ,in diretta dalla Côte d'Azur
domenica 15 luglio 2012
sabato 30 giugno 2012
Triplo carpiato
Adesso viene il difficile.
Sì, è tutto molto bello, anzi così bello che alla fine devo saltare il fosso, smettere di far finta di niente,di allontanare il momento: affittare la mia casa a Torino.
Sarò ridicola, sentimentale, quello che volete: ma la mia casa è stata la mia ostrica per molti anni,una specie di prolungamento di me.
E' stata la concretizzazione della mia "nuova vita - episodio 3", il raggiungimento di una nuova stabilità, una dichiarazione formale di indipendenza (ci sono state almeno un paio di altre vite precedenti, e tutto ciò senza mai essere morta).
Sì, è tutto molto bello, anzi così bello che alla fine devo saltare il fosso, smettere di far finta di niente,di allontanare il momento: affittare la mia casa a Torino.
Sarò ridicola, sentimentale, quello che volete: ma la mia casa è stata la mia ostrica per molti anni,una specie di prolungamento di me.
E' stata la concretizzazione della mia "nuova vita - episodio 3", il raggiungimento di una nuova stabilità, una dichiarazione formale di indipendenza (ci sono state almeno un paio di altre vite precedenti, e tutto ciò senza mai essere morta).
domenica 17 giugno 2012
L'ombelico del mondo
A pochi metri da qui, al civico 167, abitava Isadora Duncan, ridotta sì in miseria, ma ancora gaudente: lungo questa strada andò a farsi il giretto che le fu fatale,sulla macchinona resa in prestito dal suo amante garagista e muscoloso (ufficialmente lei stava con un Mr.Singer,quelli delle macchine da cucire).

Rue de France era parte della RN7, la gloriosa strada che, fino all'inaugurazione dell'autostrada A7/A8 nei primi anni '50, portava i parigini in vacanza, dopo 900 km di sobbalzi e fermate ogni 250 chilometri circa, in succulenti bistrot . Si racconta che un belga, fermatosi presso un distributore per chiedere lumi sullo strano rumore che proveniva forse dal suo motore, si sia sentito rispondere "Mais non, mossieur...sono le cicale".
C'è un movimento di commercianti che richiede a gran voce di dare dignità a questa strada antica, voluta, come al solito,da un romano de Roma, certo Marcus Vipsanius Agrippa, esattamente come è stato fatto per la madre di tutte le routes,
la 66.
Se guardo a sinistra dal minibalcone, intravedo la cupola del Negresco, costruito da un violinista tzigano, certo Monsieur Negrescu, rumeno avventuroso che francesizzò il suo cognome e creò un mito sul terreno di un convento abbandonato. Buffo karma....Più in là, il Cap Ferrat, dove miliardi di artisti, da Matisse in giù, hanno passato qualche periodo di vacanza, fino al sentiero di Nietzsche, su per Eze village (che però non posso vedere di qua, è già troppo lontano). C'è un richiamo a questo paesaggio in "Così parlò Zarathustra".
A destra, il Cap d'Antibes, col suo faro e le sue ville strepitose, e appena prima Vallauris, bon refuge di un certo signor Picasso (c'è pure un museo contenente delle pitture su vaso realizzate dal buon Pablo,in vena di sperimentazione).
Se la luce che c'è qui ispira me, povera scribacchina dilettante, figuriamoci gli artisti veri...
venerdì 1 giugno 2012
plaisirs gourmands
Come non inaugurare una piccola sezione di ricettine indigene? I Galli hanno molti difetti, ma sanno cucinare,per Belenos!
Clafoutis chèvre-zucchine-pomodori
ingredienti per 4 persone
200g di formaggio di capra fresco
1 piccola zucchina
12/15 pomodorini ciliegina
1 mazzetto di erba cipollina
3 uova
3 cucchiai di farina
una grattatina abbondante di noce moscata
due pizzichi di cannella in polvere
burro per la teglia
Circa un'oretta prima di mangiare: imburrate la teglia che conterrà la preparazione,scaldate il forno a circa 180°. Lavate i pomodorini, la zucchina e l'erba cipollina. Tagliate a metà i pomodori. Grattugiate a julienne la zucchina. Tagliate l'erba cipollina.
Dividete il formaggio di capra e disponetelo irregolarmente nella teglia imburrata. Disponete sopra al formaggio i pomodorini con la parte carnosa verso l'alto. Spargete la julienne di zucchina,insaporite con l'erba cipollina.
In una terrina, battete le uova con la forchetta e incorporate la farina. Aggiungete la noce moscata,la cannella,salate e pepate.
Versate delicatamente il composto nel piatto.
Infornate e lasciate cuocere per circa 30 minuti: la parte liquida deve essere ben rappresa.
Lasciate intiepidire,gnam.
Clafoutis chèvre-zucchine-pomodori
ingredienti per 4 persone
200g di formaggio di capra fresco
1 piccola zucchina
12/15 pomodorini ciliegina
1 mazzetto di erba cipollina
3 uova
3 cucchiai di farina
una grattatina abbondante di noce moscata
due pizzichi di cannella in polvere
burro per la teglia
Circa un'oretta prima di mangiare: imburrate la teglia che conterrà la preparazione,scaldate il forno a circa 180°. Lavate i pomodorini, la zucchina e l'erba cipollina. Tagliate a metà i pomodori. Grattugiate a julienne la zucchina. Tagliate l'erba cipollina.
Dividete il formaggio di capra e disponetelo irregolarmente nella teglia imburrata. Disponete sopra al formaggio i pomodorini con la parte carnosa verso l'alto. Spargete la julienne di zucchina,insaporite con l'erba cipollina.
In una terrina, battete le uova con la forchetta e incorporate la farina. Aggiungete la noce moscata,la cannella,salate e pepate.
Versate delicatamente il composto nel piatto.
Infornate e lasciate cuocere per circa 30 minuti: la parte liquida deve essere ben rappresa.
Lasciate intiepidire,gnam.
lunedì 21 maggio 2012
SPQF
Non so se anche voi,come me,abbiate
passato un'infanzia letteralmente immersi nei fumetti.
Mio padre era (è) un grande lettore e conoscitore di
comics, e in casa era abituale avere sottomano sia giornalini adatti a
me,quali il solito Topolino (col quale, a suon di versi
onomatopeici,ho imparato una quantità di verbi inglesi),ma anche
Linus, Il Mago, Storie del West, Lucky Luke e vari altri di cui ho
perso memoria.
I miei amici erano senz'altro il
Commissario Basettoni,Paperino, Pippo eccetera, ma anche Pogo,
Blondie e Dagoberto, Beetle Bailey,il Mago Wiz, Fearless Fosdick,
Peanuts, Lil'Abner, Alan Ford...e Astérix (ero una ragazzina un
tantino bizzarra,per la media).
La suora che ci insegnava storia alle
elementari restò scioccata per anni, quando spiegando fatti e
misfatti a proposito di Giulio Cesare,assedi, guerre e così via, la
sottoscritta se ne uscì con un “...e Alesia??? Vogliamo parlare di
Alesia??” invocando così la disfatta dei Galli,quando
Vercingetorige venne sconfitto ad Alesia nel 52 a.C ,fatto
prigioniero e portato a Roma in catene,come si può leggere benissimo
nell'albo “Astérix e gli Arverni”.
Non citai alla suorina la mia fonte - un po' freak ma senza dubbio attendibile: sospetto che non avrebbe né capito né apprezzato.
venerdì 11 maggio 2012
Addicted to rock
Stasera sono in vena di filosofia..sarà la splendida luce del crepuscolo alla fine di una giornata finalmente quasi estiva,dopo tutto il maltempo!
Vi spiego qual è lo scenario classico.
Finisco di lavorare attorno alle 19, faccio una capatina alla superette
vicino a casa per comprare quello che mi manca - ah! Che grande
tragedia il frigo sottopiano, quello che,appunto,è sotto il piano di
lavoro della cucina. Non ci sta un tubo, non c'è ombra di
congelatore – e poi mi avvio verso il mio appartamentino.
A forza di fare, ho trasformato questa
stanza in qualcosa di lontanamente simile a una casa. Orologio a muro
preferito,tappeto,portafrutta,qualche libro e soprattutto,stereo.
Mi sintonizzo su RFM dove passano
musica dagli anni 80 ad oggi, con poca pubblicità. La musica
francese domina,ovviamente, e per lo più si tratta di roba
corrente,tormentoni da radio; per fortuna però,dato che negli anni
80 i francesi stavano ancora a Sylvie Vartan e Gibert Bécaud
(massimo rispetto, per carità:solo un tantino pesanti), i pezzi
scelti per quegli anni sono i miei pezzi: U2,Police, Depeche
Mode, Clash, Ultravox;ma anche Earth Wind and Fire, Barry White,
Diana Ross, Michael Jackson, Steely Dan.
Bella roba,insomma.
Così,presa da questo revival, dopo
cena,di solito mi faccio trascinare e metto su i miei cd mentre giochicchio sul portatile.
Stasera,decido per il mio gruppo
stracult e metto su l'album che preferisco - per i curiosi e i
cultori, Seventeen Seconds – e
come sempre mi accade quando ascolto questo album ( hmmm...rimane un album
anche se non è più un vinile?),incomincio a fare milioni di
associazioni di idee.
Fuori dalla
finestra splende un'incandescente falcetta di luna,che però brilla
sulle colline e non sul mare,cosa che mi fa pensare che fra due o tre
mesi invece sarà, e visualizzo la meravigliosa bava di luce
brillante sulla distesa d'acqua nera,che rimane sempre la mia immagine
mentale preferita.
concerti in Provenza, o quanto meno nel Sud della
Francia,che mi fa pensare a quando ero giovane e venivo da queste
parti in campeggio,dividendo la tenda e il cuore col mio grande
amore, che mi fa pensare a quante volte sono venuta in questo
paese, sempre in compagnia delle molte persone che ho amato, a quanta strada ho fatto, a quanta spero ne farò ancora,ai molti
errori ma anche alle
vittorie, e che davvero l'esistenza è un Cerchio,che non si
invecchia, non si muore,e ovunque si portino le proprie ossa quello che c'è
dentro di te è sempre profondamente parte di te, a prescindere dalle
condizioni,dai posti, e che tu non puoi che essere una somma di tutto quello che sei
stato, sei e sarai, e che potresti essere in Congo,in Bangladesh o in Antartide, ma tu
sei sempre meravigliosamente tu.
Così
come dicevano i Celti, i Buddisti, i Pellerossa e
pure Yoda, la Forza è sempre con noi, e noi siamo Forza...il
Cerchio è la Vita,la Morte,il Vuoto,lo Yin e lo Yang,la Madre
Terra,il Sole,la Luna. la Donna...(Ffffffff...prendere
fiato).
Mi gira un tantino la testa.
Meglio cambiare disco,questo qui mi fa
sempre quest'effetto,e pure senza additivi aggiunti..
sabato 5 maggio 2012
Lavande et romarin
Io continuo a pizzicarmi il braccio per
vedere un po' se sto sognando, e oggi mi sono fatta il braccio blu.
Cosa c'è di meglio, in un'assolata e quasi calda mattina di
primavera, mettersi un paio di quelle che io chiamo le
“scarpebarche”, cioè le calzature più comode che posseggo,
attraversare la strada e godersi un lungo e profondo respiro davanti
al mare?
Lavanda e rosmarino sul bordo del
balcone come primo abbozzo di ostacolo “erboristico” alle fughe
dei pelosi: la meta della passeggiata è il Mercato dei Fiori, una
delle locations più caratteristiche e colorate della Città Vecchia.
Quindi, gambe in spalla sulla Promenade
des Anglais a godersi bambini e adulti a piedi ,in bici,sui
pattini,sullo skate o su qualunque aggeggio munito di ruote possa
portare in giro.
I galli hanno dovuto tagliare un po' di
teste qualche secolo fa,è vero, ma ne è uscito il massimo del
melting pot,del décontracté. Il poveraccio col riccone, la signora
chic con il marito rasta, il minicane con l'omone, il vecchietto coi
pantaloni alla zuava e la russa tutta vestita Chanel.
Tutti
insieme, mescolati, tranquilli, dimentichi l'uno dell'altro, in un
incredibile chissenefrega della forma, fatto che mi sottolinea quanto
in Italia restiamo irrimediabilmente provinciali rispetto a questo, legati
come siamo a mille etichette, classifiche, stime di appartenenza.
Nell'aria limpida di questa mattinata,
mentre mi godo ogni singola molecola di iodio, ogni foglia di palma,
ogni luccichio sul mare (ma anche ogni lato B di giovani e muscolosi
podisti ...) arrivare al mercato e scegliere un paio di piantine in
qualità di residente e non di turista mi aggiunge più o meno dieci
anni di vita. Sapere che,almeno per un po' spero,potrò fare questo
fino a quando sarò stufa è meglio di qualunque botox o lifting mai
sperimentato.
Gironzolo un po' nella città vecchia, mi infilo in
qualche bottega,mi lego le mani per non comprare nulla, poi torno
verso casa.
Scendo in spiaggia,dove qualche
ristorantino supersciccoso dispone i tavoli all'aperto.
Qualcuno si è seduto sulle pietroline e prende il sole,qualcuno
medita ( e mi mette voglia di imitarlo il prima possibile..), un paio
di cagnolini festeggiano la fine del cattivo tempo correndo a
perdifiato.
Prendo un po' di pietre carine che mi
servono per inventarmi un fermaporta e mi avvio.
Intanto penso a
quale immenso regalo mi è stato fatto dall'universo.
Arriverà il
momento,forse,in cui mi abituerò a tutto questo, ma credo proprio ci vorrà
un po'...
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