La scorsa domenica sono andata a fare una passeggiata nel parco del Castello di Racconigi.
Adoro quel posto. Mi piace immaginare dame e damine, fantesche, piccoli principini,cani, cavalli e carrozze nel meraviglioso verde del giardino, attorno al Lago Grande, nell'Orangerie in mezzo agli agrumi.
Ma soprattutto amo gli alberi.
Ho abbracciato un castagno di trecento anni, mi sono ribaltata nel tentativo di guardare un gigante alto come un palazzo di otto piani.
Ho tampinato un picchio, osservato gli scoiattoli fare su e giù come piccoli lavoratori impegnati.
Gli alberi ci fanno ombra quando fa caldo, ci riparano sotto la pioggia (meglio se non c'è temporale), profumano e puliscono la nostra aria, rallegrano i nostri occhi impolverati. Sono i testimoni delle stagioni, ci rammentano la circolarità della vita. Noi, cordialmente, li abbattiamo, li cementiamo, li seppelliamo di rifiuti, ma loro niente, continuano con la loro presenza gentile e forte a ricordarci che la Natura è la nostra casa.
Quindi, ho pensato che un piccolo gesto come piantare un albero per bilanciare il mio consumo, potesse essere una minuscola ricompensa per tutto ciò che ricevo da loro: pace, vita e saggezza.
Se avete un blog anche voi, piantiamo insieme una foresta!
E' facile - se ce l'ho fatta io.. - e grazie a quelli di Doveconviene,
in collaborazione con Iplantatree potete farlo anche subito. E'bellissimo!!
Pensieri, appunti, progetti,molte divagazioni seguendo un rigoroso percorso arruffato e a zig zag ,in diretta dalla Côte d'Azur
venerdì 27 maggio 2011
martedì 24 maggio 2011
Le avventure di una piccola ortolana
Sono andata in un mega vivaio, quelli famosi che sicuramente conoscete, fatti a forma di supermercato carino,ben confezionato, con migliaia di piante, da interno, da esterno, da mezzo esterno eccetera. Poi ci sono seimila vasi di tutte le forme, il cibo figo per gli animali (e neanche una marca biologica), gli animaletti che non vedono l’ora di essere tenuti in gabbia, tipo uccelli, conigli,ermellini, furetti, pesci e topi. Libri sul fai da te,arredi per giardini da sceicchi, ogni sorta di diserbante e trecentomila tipi di concimi.
Dato che in sto po’po’ di roba io mi confondo, acchiappo un addetto e,con la mia piantina di lattuga Lollobrigida in mano, gli chiedo dove posso trovare il compost. Quello fa una faccia un po’ così, pur non essendo a Genova, si gratta la testa e mi dice che il compost loro non ce l’hanno. Magari posso guardare nel corridoio dei concimi, lì ci sono le scatole coi lupini tritati (?!!? Sono troppo ignorante), oppure il cornunghia, o anche il guano del Perù – o era dell’Ecuador? Ringrazio, e altrettanto spiazzata, vado a vedere se ‘ste robe possono servirmi: ma nella mia piccola testolina, grazie anche al corso di Orto sul Balcone, si era formata l’idea di non avere bisogno di concime, ma di ammendante, cioè di residui biologici che aumentino la capacità nutritiva dei nostri sfigatissimi terricci universali; insomma sana cacca di cavallo insieme a foglie morte, legnetti marci, magari qualche lombrico secco, una mistura da Strega Nocciola.
Leggo le indicazioni sulle scatole e in effetti di concimi si tratta; quindi pesco un’altra signorina, alla quale faccio la stessa domanda, aggiungendo che all’Amiat il compost me lo tirano dietro a 1 Euro alla tonnellata, (anziché ai 7,50 Euro del mezzo chilo di chittemmuort, ma una tonnellata per la mia Lollo e quattro aromatiche forse è un po’ troppo. Ah già,ci sono anche due piantine di fragole). Questa ragazza deve essere stata assunta da poco, perché con una trasparenza assoluta mi dice “eh sì, ma sa, gli hobbisti di solito non comprano il compost”, dandomi involontariamente ragione su una serie di robe che mi stavano frullando per la testa e commettendo il Fatal Error di non farmi comprare più nulla. Speriamo che la Direzione non abbia messo delle telecamere in giro, perché altrimenti vedo la valutazione di questa figliola impennarsi verso il segno negativo: nessun CapoSettore ti perdonerà mai di avere più o meno autocassato una vendita.
Morale: è mai possibile che una scemenza come il compost sia introvabile nei maggiori negozi di brico e giardinaggio di una grande città? E,per passare
a un livello superiore, è mai possibile che grazie a un (falsamente) innocuo corso di orticoltura una persona si renda conto, tramite associazione di idee,
di quanto le sue scelte siano letteralmente canalizzate e obbligate?
Che una volta di più si palesi quanto le Major si nutrano di ignoranza, a prescindere dall’argomento?
Lo sapevo già, ho fatto milioni di corsi di comunicazione, mi hanno insegnato a manipolare scientificamente la gente tramite la costruzione delle frasi fatte in un modo anziché in un altro, a portare il cliente a scegliere questo e non quello come se lo si avesse al guinzaglio.
Ma porca paletta, mi viene il nervoso quando una volta di più, anche in settori apparentemente al di fuori da queste logiche,trovo la malafede delle grandi aziende, l’utilizzo delle motivazioni genuine per strumentalizzarle in consumo, l’indottrinamento dei lavoratori addetti, l’infinocchiamento seriale del consumatore ormai praticamente lobotomizzato.
Ci vorrebbe un libro per parlare di tutto quello che ne viene fuori: da un po’ di cacca alla Fenomenologia della Grande Distribuzione Organizzata…
mercoledì 18 maggio 2011
21 anni
Hmmm... Vediamo. Seconda metà degli anni Ottanta.
Di sicuro non esistevano cellulari, il pc era ancora una sigla di partito.
Al governo c'era Bettino Craxi. Usavano le giacche con le spallone, i Duran Duran imperversavano, io ero in pieno periodo gothic (durato molti anni).
Alla sera andavamo al massimo al pub o in una certa discoteca, una delle poche esistenti in città - non troppo a lungo però; i miei genitori mi permettevano due uscite settimanali con rientro all'una e trenta, orario spillato a prezzo di contestazioni epocali.
In Cina incominciavano i primi movimenti studenteschi. Usciva "The Joshua Tree", uno dei dischi - perchè era un vinile a 33 giri- a causa del quale mia madre temeva, drammaticamente, di perdere l'udito, e mi urlava "Abbassaaaaaa". E dire che aveva pochi anni più di me oggi...
Beautiful era all'inizio, non esisteva la tv satellitare.
Un altro pianeta, insomma. Altra consapevolezza; il mondo era molto più grande senza i voli low cost, senza internet o i social networks; d'estate ci mandavamo le cartoline dai posti dove andavamo in vacanza e il massimo dell'estero era Londra.
Senza dubbio, noi ventunenni di allora avevamo un'altra idea della vita.
Non eravamo certo così consapevoli e profondi come questo qui, che mi ha lasciata basita e felice di vedere che esistono anche ragazzi come questo -grazie a Minimo di avermelo fatto conoscere.
Ma di sicuro qualche piccola sicurezza in più l'avevamo; sicurezze davvero mal riposte,vista com'è andata a finire, ma che almeno ci facevano pensare che la nostra vita sarebbe stata come quella dei nostri genitori, cioè facile.
Erano bambini quando è finita la Guerra, e con l'incoscienza dei piccoli l'hanno vissuta con la giusta leggerezza.Sono stati il Dopoguerra e il boom economico a formarli: e incredibilmente ancora oggi, il loro punto di vista è ancora quello. Non realizzano veramente che è tutto cambiato, che il Lavoro come lo conoscevano loro non esiste più, la Famiglia è qualcosa di liquido, i Soldi non risolvono tutto (per essere sincera, molti dei miei amici di allora la pensano ancora così - beatamente impregnati di Santo Consumismo).
Quando parlo con mio padre, che pure è una persona colta e sensibile, realizzo che la sua generazione non coglie dati di fatto come quelli per cui, per fare il primo esempio che mi viene in mente, il petrolio è praticamente finito.
Mi rendo conto che per lui lo Sviluppo continuerà per sempre, che non c'è un altro modo di vivere se non quello che lui conosce.
Questo mi disturba, perchè ho bisogno di praticità,di esperienza; ma quella che ha fatto lui so che non mi servirà, nel futuro.
Mi manca tanto la mia nonna...ma lei non c'è più dall'anno di Tien AnMen: io avevo già più di 21 anni.
Di sicuro non esistevano cellulari, il pc era ancora una sigla di partito.
Al governo c'era Bettino Craxi. Usavano le giacche con le spallone, i Duran Duran imperversavano, io ero in pieno periodo gothic (durato molti anni).
Alla sera andavamo al massimo al pub o in una certa discoteca, una delle poche esistenti in città - non troppo a lungo però; i miei genitori mi permettevano due uscite settimanali con rientro all'una e trenta, orario spillato a prezzo di contestazioni epocali.
In Cina incominciavano i primi movimenti studenteschi. Usciva "The Joshua Tree", uno dei dischi - perchè era un vinile a 33 giri- a causa del quale mia madre temeva, drammaticamente, di perdere l'udito, e mi urlava "Abbassaaaaaa". E dire che aveva pochi anni più di me oggi...
Beautiful era all'inizio, non esisteva la tv satellitare.
Un altro pianeta, insomma. Altra consapevolezza; il mondo era molto più grande senza i voli low cost, senza internet o i social networks; d'estate ci mandavamo le cartoline dai posti dove andavamo in vacanza e il massimo dell'estero era Londra.
Senza dubbio, noi ventunenni di allora avevamo un'altra idea della vita.
Non eravamo certo così consapevoli e profondi come questo qui, che mi ha lasciata basita e felice di vedere che esistono anche ragazzi come questo -grazie a Minimo di avermelo fatto conoscere.
Ma di sicuro qualche piccola sicurezza in più l'avevamo; sicurezze davvero mal riposte,vista com'è andata a finire, ma che almeno ci facevano pensare che la nostra vita sarebbe stata come quella dei nostri genitori, cioè facile.
Erano bambini quando è finita la Guerra, e con l'incoscienza dei piccoli l'hanno vissuta con la giusta leggerezza.Sono stati il Dopoguerra e il boom economico a formarli: e incredibilmente ancora oggi, il loro punto di vista è ancora quello. Non realizzano veramente che è tutto cambiato, che il Lavoro come lo conoscevano loro non esiste più, la Famiglia è qualcosa di liquido, i Soldi non risolvono tutto (per essere sincera, molti dei miei amici di allora la pensano ancora così - beatamente impregnati di Santo Consumismo).
Quando parlo con mio padre, che pure è una persona colta e sensibile, realizzo che la sua generazione non coglie dati di fatto come quelli per cui, per fare il primo esempio che mi viene in mente, il petrolio è praticamente finito.
Mi rendo conto che per lui lo Sviluppo continuerà per sempre, che non c'è un altro modo di vivere se non quello che lui conosce.
Questo mi disturba, perchè ho bisogno di praticità,di esperienza; ma quella che ha fatto lui so che non mi servirà, nel futuro.
Mi manca tanto la mia nonna...ma lei non c'è più dall'anno di Tien AnMen: io avevo già più di 21 anni.
martedì 17 maggio 2011
Profondo Ovest
L'altra settimana ho cominciato un piccolo corso di 15 ore per imparare a coltivare un orto sul balcone.
| Messico al mattino presto. Il sole ancora non è arrivato.... |
Il mio balcone, che è stretto ma alquanto lungo, si estende ad angolo per circa 15 metri, in due rami che io chiamo rispettivamente “Messico” e “Irlanda”: facile capire perchè, da una parte è esposto a sud ovest e dall'altra a sud est (credo). In Messico ci sono le aromatiche mediterranee:origano, rosmarino, basilico, alloro, peperoncino,una Grossa pianta di lavanda,un Piccolo albero di olivo,un cactus Gigantesco bislungo e allusivo e infine,aperta alle blande correnti cittadine, una clematide che cresce,,cresce, cresce ma, per il momento,non mette fiori.
In Irlanda, invece, ci sono tante edere, ricadenti e rampicanti,una minipianta di ortensia con minifiore in preparazione, un ciclamino residuo, una melissa gigantesca e felicemente infestante,due pianticelle di fragole dall'aria soddisfatta e una cineraria sopravvissuta all'inverno, che mi sta regalando dei fiorelli piccoli ma teneramente non “forzati”in serra come quando mi venne regalata.
| La Melissa,alla stessa ora, in Irlanda |
In “Messico”, naturalmente,d'estate fa un caldo porco. In “Irlanda”, d'inverno il pavimento gela.
Ma nelle stagioni opposte, è una goduria vedere le piante crescere e tutto sommato, grazie spero anche alle mie mille attenzioni, campare di vita non gramissima. In Irlanda, d'estate piazzo un tappetino e una sdraio di quelle di una volta, con la seduta in tela – non sono più riuscita a trovarne con la stoffa a righe, a meno di non spendere spropositi nei mercatini vintage – dove io e i due pelosi ci accomodiamo alla sera. Dalle mie parti, la notte estiva arriva tardi, tardissimo: in giugno, nelle belle giornate, la luce non va definitivamente a nanna fin oltre le 22. Peccato solo che, essendo un balcone di città quasi in centro, il silenzio ci sia solo la domenica o tra le 3,30 e le 5 del mattino. Poi ripartono i mezzi pubblici, la gente inizia ad andare al lavoro, gli automobilisti a strombazzare, e da lì in avanti il delirio regna sovrano.
Per tornare al mio prossimo orto, durante la lezione abbiamo genericamente parlato di permacultura e fatto delle palline di semi (da buttarsi in “campo aperto”: ma dove? In una rotonda? Ai giardinetti tra cani e piccioni? Boh, adesso ci penso), ma dalla prossima settimana, come compito, dobbiamo portare lo schizzo del nostro balcone. Aspetto con trepidazione il momento in cui scoprirò ufficialmente di non potere mettere cassoni di terra da un metro per un metro – lo so che non ci stanno, ma voglio sentirmelo dire da un esperto – e che con questi climi "misti", al massimo posso ambire alle aromatiche, che ho già...Secondo voi, i gatti mangiano la lattuga?
Se Francine mangia il kiwi, temo che...
martedì 3 maggio 2011
Raptus
Forse ispirata dalla primavera e dalle classiche pulizie, o dagli spunti di minimo, comunque in questi giorni in casa c'è aria di decluttering, di ramazzamento porcherie, di eliminazione-fisica-di-dinosauri-negli-armadi.
E' una di quelle cose che ho sempre fatto con estremo piacere, anche in tempi non sospetti.
Per fortuna, non mi affeziono tantissimo alle cose, o meglio, non proprio a tutte. Quindi, almeno una volta all'anno, l'armadio è vittima di una discreta dieta dimagrante, e soprattutto il cassetto delle magliette estive ,che con scarpe e borse sono un po' la mia malattia.mercoledì 13 aprile 2011
Tremate, tremate...
Bellissima e curiosa giornata,quella che ho passato domenica scorsa in compagnia della mia amica, del suo compagno e del loro piccolo di otto mesi.
Siamo partiti al mattino per recarci in un piccolo paese di campagna a una quarantina di chilometri dalla città, per assistere, B. ed io, ad un congresso di antropologia sulla presenza delle streghe nelle Alpi Occidentali. D.e il miniG. ci avrebbero aspettate fuori, per riunirci alla fine delle due sessioni del mattino e del pomeriggio.
E' stata una esperienza interessante su più livelli: intanto, la sala del congresso era decisamente affollata,considerando il luogo e il tema.
-con mio sommo piacere,devo dire- l'uditorio era composto da molte donne di diverse età, ceto e provenienza, del tutto “normali”, se mi passate l'espressione, a sottolineare il fatto che per essere curiose non è necessario avere un aspetto curioso.
In sala erano presenti anche molti ometti, alcuni anche decisamente anziani e ferratissimi in materia.
I relatori hanno spiegato per sommi capi una serie di aspetti inerenti all'antropologia, alla medicina, alla fitoterapia, alla storia, alla psicologia:
in effetti ci sarebbero voluti molti giorni per esplorare in profondità un argomento tanto vasto e multidisciplinare, ma è stato comunque un ulteriore squarcio su un aspetto molto interessante della nostra vita passata e presente.
mercoledì 6 aprile 2011
Pancetta mia cara
A quelli che mi raccontano di essere passati al vegetarianesimo come se
niente fosse, in totale souplesse, va tutto il mio profondo rispetto.
niente fosse, in totale souplesse, va tutto il mio profondo rispetto.
Ho preso la decisione di non mangiare più carne dopo essermi documentata, avere letto libri, visitato siti, guardato con attenzione etichette sugli alimentari.
Come sapete, sono altamente sensibile al discorso antispecista ed ecologista, quindi, così come non mi mangio Francine e Mozart che considero i miei amici e coinquilini più pelosi, è corretto che non mangi altri animali, di ogni forma,dimensione, colore e gusto.
D'altronde, ormai ci sono tantissimi libri di ricette e di alimentazione veg che mi permettono di variare senza entrare in overdose da carote e insalate.
Il percorso,d'altra parte, non è così facile
, se aggiungiamo ai vari scogli che incontro, anche la mia anziana mammotta, la quale, quando sono a cena da lei, mi sottopone senza sosta fantastiche milanesi, fragranti spiedini e strepitose polpette: al mio rifiuto, si preoccupa per la mia salute e non comprende.
, se aggiungiamo ai vari scogli che incontro, anche la mia anziana mammotta, la quale, quando sono a cena da lei, mi sottopone senza sosta fantastiche milanesi, fragranti spiedini e strepitose polpette: al mio rifiuto, si preoccupa per la mia salute e non comprende.
Davvero, per lei è complicato. Allora ritenta con la pasta col tonno.
Il mio Ex Marito, grande ed entusiasta graticolatore, è rimasto basito dalla mia scelta. In realtà, poteva aspettarselo: io sono la stessa persona che quindici anni fa liberò in giardino due chili di lumache destinate, secondo lui, all'aglio e al prezzemolo.
Ricordo ancora con discreto divertimento le sue colorite rimostranze mentre trasportavo verso la libertà, con passo garibaldino, le malcapitate, opportunamente stipate su un tagliere di legno.
Io, mai avrei potuto coscientemente mettere in pentola vive le bestiole, ed aspettare, tra urla e gemiti (perchè lo fanno, piangono) di vederle pronte per il “bagnet vert”.
Sarà per quello che successe all'erba del prato che...?
Vabbè, ormai è inutile rivangare il passato :-)
Però, per onor di verità, devo dire che, mentre prosciutti, spezzatini, cotolette e altre amenità non mi mancano, piango di nostalgia per Santa Pancetta della Carbonara...
A nulla sono valsi i reiterati tentativi di sostituirla col seitan: alla piastra, affumicato, nature...nulla, non ce n'è. Non si può, non è semplicemente possibile cambiare quel meraviglioso e succulento gusto, leggermente salato, sempre soddisfacente.
Ma come avete fatto,o voi Vegetariani Assoluti, a non lasciare un pezzo del vostro tenero cuore e alcune papille legate indissolubilmente a tale ricordo?
Io, con le lacrime agli occhi e le famose papille in rivolta,ho deciso: a mali estremi, estremi rimedi; lontana dal frigo, lontana dal cuore (spero); e mentre organizzo itinerari complessi per non passare dal banco frigo dei salumi al supermercato, cerco di dimenticare....
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